Olbia, divieto di sosta contro spaccio e degrado: esplode la protesta

via fiume d'italia

In via Fiume d’Italia non si può parcheggiare a causa del degrado: la decisione divide.

Nelle scorse ore il sindaco di Olbia Settimo Nizzi ha vietato la sosta e la fermata su via Fiume d’Italia, una delle vie più critiche del centro della città a causa di episodi di microcriminalità, dopo l’accoltellamento di uno straniero negli scorsi giorni. L’ordinanza ha fatto già discutere scatenando uno scontro da parte dei residenti della zona. Nonostante la forte preoccupazione per la sicurezza, gli abitanti si dicono del tutto contrari alla decisione dell’amministrazione.

Attraverso una lettera aperta, i cittadini hanno sottolineato come le automobili regolarmente parcheggiate non siano la causa della microcriminalità e come l’eliminazione dei posti auto rischi semplicemente di spostare il problema nelle vie limitrofe, senza risolvere l’insicurezza di fondo. L’ordinanza della Polizia Locale voluta dal sindaco di Olbia ha scatenato infatti la dura protesta degli abitanti di San Simplicio. Il provvedimento, che prevede il divieto di sosta e fermata per un intero anno su entrambi i lati della strada, nasce dall’idea del primo cittadino che svuotare la via dalle auto renda più semplice individuare i responsabili del degrado. A questa misura il Comune ha affiancato la promessa di maggiori controlli, il rifacimento dei marciapiedi e il potenziamento dell’illuminazione pubblica.

La denuncia degli abitanti.

Gli abitanti dichiarano che questa decisione penalizza i cittadini onesti e i commercianti che ora non trovano più parcheggio in zona. Con una disponibilità di posti auto già estremamente limitata, la sospensione della sosta per un anno, in assenza di alternative o stalli riservati, rischia di creare disagi enormi, soprattutto nelle ore serali e notturne. Per queste ragioni la comunità locale, pur chiedendo risposte concrete sul fronte della sicurezza, sollecita un approccio basato su controlli quotidiani, videosorveglianza, pulizia e una reale riqualificazione sociale e urbana.

I residenti chiedono quindi un incontro pubblico immediato con il sindaco e la giunta per illustrare le reali finalità del provvedimento e individuare soluzioni idonee per la sosta. Al contempo, viene richiesto un tavolo istituzionale esteso al Prefetto e ai rappresentanti delle forze dell’ordine per pianificare interventi coordinati. Qualora le istituzioni comunali non dovessero fornire risposte rapide e adeguate, i cittadini si dicono pronti a rivolgersi formamente alla Prefettura per tutelare la vivibilità del quartiere.

Opposizione all’attacco.

Non si è fatta attendere l’opposizione con il Pd che ha bocciato l’ordinanza schierandosi dalla parte dei residenti delle viuzze di Olbia. Sulla vicenda è intervenuto il gruppo consiliare e il circolo locale del Partito Democratico, guidati dalla capogruppo Ivana Russu e dal segretario Pietro Spano. L’opposizione giudica la scelta come un semplice intervento di facciata, dettato dall’emergenza e del tutto inidoneo ad affrontare una situazione complessa. Dal Pd viene sottolineato come in passato le denunce relative al crescente degrado urbano venissero liquidate dalla maggioranza come attacchi speculativi, mentre l’evoluzione degli eventi dimostrerebbe oggi la fondatezza di quegli allarmi.

La quotidianità della via è segnata da spaccio, tossicodipendenza e stazionamenti molesti legati all’abuso di alcolici fin dalle prime ore del mattino, sostenuti dalla vendita d’asporto delle attività vicine. In sede di consiglio comunale, la capogruppo Russu aveva già sollecitato interventi straordinari, proponendo la sospensione temporanea della vendita d’asporto di alcolici per i locali dell’area, la chiusura anticipata per gli esercizi più problematici e un’azione strutturata di prevenzione e contrasto.

Secondo l’opposizione, la risposta del Comune è arrivata in ritardo, soltanto a seguito di un recente episodio di accoltellamento, e si è ridotta a un semplice divieto di sosta che penalizza i cittadini incolpevoli. Togliere i posti auto crea disagi marcati per gli anziani, costringe i residenti a lunghi tratti a piedi in condizioni di scarsa sicurezza serale, non garantisce gli spazi per il carico e scarico merci e dimentica le esigenze delle persone con disabilità, limitandosi a trasferire il problema nelle vie limitrofe.

Il Partito Democratico richiama alla memoria precedenti analoghi, ricordando quando in passato si tentò di arginare il degrado rimuovendo le panchine pubbliche. Pur prendendo atto dei futuri interventi di riqualificazione previsti nell’ambito del progetto Pinqua, il Pd sostiene che la comunità necessiti di risposte immediate senza dover attendere le tempistiche dei cantieri. Tra le alternative avanzate figurano l’attivazione di un presidio fisso della struttura di pubblica sicurezza, concordato direttamente con la Questura e le forze dell’ordine anziché delegato esclusivamente alla Polizia Locale, insieme al potenziamento operativo delle unità di strada della Croce Rossa e a un investimento concreto nei servizi sociali e nelle strutture dedicate alla prevenzione delle dipendenze.

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