Omicidio di Luras, la difesa di Malu: “Si stava difendendo”

Davide Unida omicidiovia Nazionale

L’omicidio di Davide Unida a Luras.

La difesa di Fabio Malu, accusato per l’omicidio di Davide Unida a Luras ha sostenuto che il suo assistito non ha voluto uccidere il rivale. Giampaolo Murrighile, con un’arringa di sei ore, ha tentato di smontare l’accusa sostenendo che l’uomo ha cercato solo di difendersi dalla vittima, che brandiva un’ascia contro il giovane. Ieri in tribunale si è tenuta infatti l’udienza per l’omicidio avvenuto la sera dell’8 luglio 2023 in via Nazionale, quando i due uomini si erano affrontati a seguito di una lite furibonda.

Cosa dice la difesa.

Per l’avvocato di Malu lui avrebbe reagito richiedendo formalmente alla Corte d’assise la riqualificazione del reato in omicidio preterintenzionale. Ciò porta a una pena più bassa con pene che vanno a reclusione da 10 a 18 anni. Murrighile, inoltre, ha invocato anche l’esclusione dell’aggravante dei futili motivi e il riconoscimento delle attenuanti della provocazione. Queste richieste portano a un’ulteriore sconto di pena. La difesa invece sostiene che Malu non ha potuto fare altro che difendersi poiché i primi colpi erano diretti solo alle braccia e alle spalle. Lo stesso imputato, in una precedente udienza, aveva espresso il proprio pentimento ai familiari della vittima, ribadendo di aver agito per paura e nel tentativo di indurre l’avversario a posare l’ascia.

Le accuse.

Ma l’accusa non è dello stesso avviso, poiché l’omicidio di Luras sarebbe maturato in un clima di rancore tra i due uomini. Malu e Unida un tempo erano amici di infanzia, poi un evento ha incrinato il rapporto ed entrambi hanno cominciato a farsi reciproci dispetti e querele. La scintilla finale è scoppiata a causa del presunto furto delle chiavi dell’auto della vittima.

Davide Unida aveva incolpato Malu senza prove oggettive. Lo scontro fisico che ne è seguito ha visto Unida impugnare l’ascia e Malu usare il tubo metallico di un aspirapolvere, recuperato da un cassonetto. Unida, colpito alla testa nell’ultima fase della colluttazione, è deceduto in ospedale quattro giorni dopo il ricovero.

Secondo l’accusa, rappresentata dal pubblico ministero Alessandro Bosco e sostenuta dal legale di parte civile Sergio Milia, il giovane ha voluto uccidere con intenzione la vittima. Per questo ha sollecitato la condanna all’ergastolo. Il prossimo luglio è prevista la sentenza.

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