Olbia, cambia il piano della protezione civile contro il rischio idrogeologico

Alluvione Olbia

La Protezione Civile di Olbia aggiorna le mappe contro il rischio idrogeologico.

Il consiglio comunale di Olbia ha approvato l’aggiornamento del piano di Protezione Civile, allineandolo alle recenti modifiche del Piano di assetto idrogeologico che hanno ridotto l’estensione delle zone classificate ad alto rischio. Una variazione che trasforma profondamente le procedure di emergenza e le misure di sicurezza per i residenti in caso di alluvione, stabilendo che circa 6mila persone non saranno più soggette all’obbligo di evacuazione rispetto alle disposizioni precedenti. Di conseguenza, il numero dei punti di raccolta per i soccorsi scende dalle attuali 107 a circa 30 aree.

L’aggiornamento.

A presentare l’aggiornamento del piano di Protezione civile l’assessora Elena Casu, dei tecnici Giovanni Pizzadili e Matteo Sartor. “Io penso che non ha eguali il lavoro sul piano di Protezione civile e la cartografia. Da quello che è emerso in Commissione mi sembra di capire che riconosciamo tutti il lavoro che è stato fatto – dichiara l’assessora alla Protezione civile -. Dopo l’approvazione e l’adozione del Pai, ovviamente si sono modificati gli scenari di rischio e quindi è venuta l’esigenza di modificare il nostro piano. Siamo andati quindi a ridurre e diminuire le aree di rischio, andando a distinguere quelle pericolose da aree semplicemente di disagio. Questo ci ha permesso di fare un grande lavoro sulla cartografia. Intanto noi sappiamo esattamente quanti sono i cittadini in pericolo ed esattamente dove si trovano e quali sono le aree di rischio. Abbiamo diminuito le aree di attesa, ma non abbiamo diminuito il controllo della città. Lo abbiamo razionalizzato e ci permetterà di intervenire più facilmente”.

Gli interventi.

Critica la minoranza del Consiglio comunale. È intervenuta Ivana Russu, capogruppo del Partito Democratico. “Vedete, io voglio fare una precisazione: la faccio cercando di portare un contributo, perché gli errori del passato non accadano più – dice Russu -. Lo faccio parlando di me stessa cercando di dare un contributo a quest’aula. Anche nel 2013 il piano di protezione civile era sottostimato ed era parametrato per le due aree Hi4, che venivano evidenziate dal Pai. Oggi abbiamo un Pai che abbiamo detto che è sottodimensionato rispetto al rischio che c’è in città. Nel piano di Protezione civile è possibile adattarlo non solo alla cartografia ma anche alla memoria storica, a ciò che è avvenuto negli anni e ciò che i cittadini ricordano. Allora noi riteniamo che sia assolutamente sbagliato passare a 107 aree a 30 aree di attesa, perché dobbiamo ricordarci che oggi non abbiamo le opere di mitigazione del rischio idrogeologico“.

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