Pochi treni e autobus fermi la sera, muoversi senza auto da Olbia e in Gallura d’estate è un incubo

La situazione del trasporto pubblico in Gallura.

È fondamentale per lo sviluppo territoriale, economico e turistico di qualsiasi area, nonché un nodo nevralgico per la costituzione di una rete stradale più sicura. È il trasporto pubblico, tallone di Achille del sistema di mobilità della Gallura. Ne abbiamo parlato con Michele Vacca, referente per la Sardegna dell’Utp, associazione utenti del trasporto pubblico, e dell’Ami, Associazione motociclisti incolumi.

La Gallura è servita da 2 ferrovie, la linea RFI, Rete Ferroviaria Italiana, che la collega con Cagliari e Sassari e la linea ARST, la rete del trasporto regionale, che la collega con Sassari e Alghero. Nonostante negli ultimi anni la RFI sia stata ammodernata rimane comunque sottoutilizzata. Ci sono, infatti, solo 6 collegamenti con Cagliari, 7 con Sassari e 10 tra Olbia e Golfo Aranci.  I tempi di percorrenza, inoltre, sono molto alti e saliti negli ultimi anni. Variano, infatti, tra le 3 ore e 19 minuti verso a Cagliari e l’ora e 43 minuti e sono di un’ora e 53 minuti per le percorrenze verso Sassari.

“La causa dell’allungamento dei tempi di percorrenza sono i numerosi passaggi a livello privati che costringono i treni a rallentare – spiega Michele Vacca – Mentre la causa della maggioranza dei ritardi sono i passaggi a livello automatici”. Ogni volta che i passaggi a livello automatici si guastano, infatti, il treno deve fermarsi ed aspettare che la squadra arrivi sul posto e blocchi il traffico.

“Sarebbe opportuno accelerare il lavoro di sostituzione dei passaggi a livello con cavalcavia e sottopassaggi – prosegue Vacca – Aumentare il numero di corse, istituendo un treno regionale ogni ora tra Golfo Aranci e Sassari, con fermata in tutte le stazioni, ed un intercity, a contribuzione statale, che ogni 2 ore colleghi Golfo Aranci a Cagliari fermando solo a Olbia, Chilivani, Macomer, Abbasanta, Oristano ed Elmas Aeroporto”.

La linea ferroviaria ARST, invece, era utilizzata da studenti, lavoratori e turisti. Serviva la popolazione locale per raggiungere il posto di lavoro o la scuola. In estate le corse viaggiavano piene per portare turisti e residenti al mare. Negli ultimi 10 anni, invece, è iniziato il declino.

“A causa di scadenze non rispettate nel collaudo dei ponti metallici, della mancata manutenzione del sistema di blocco e dell’errata interpretazione della legge sulle ferrovie turistiche i treni non stanno viaggiando – racconta il referente sardo dell’Utp -. I residenti usano l’auto, con prevedibili conseguenze sul traffico, soprattutto nella zona Palau, e tanti turisti appassionati di treni, che venivano da tutto il mondo per viaggiare sul trenino verde, hanno dato la disdetta per i viaggi in Sardegna”.

Il servizio ARST su gomma, invece negli ultimi anni è migliorato. Sarebbero, comunque, necessari autobus nuovi e l’istituzione di servizi veloci e competitivi con l’auto. Il servizio migliorerebbe con l’istituzione di una linea via SS131 DCN verso Nuoro, magari con le sole fermate Aeroporto Costa Smeralda, San Teodoro, Budoni e Siniscola, con frequenza di 2 ore, e corse anche notturne.

“Anche il servizio del trasporto pubblico locale ASPO dentro Olbia è migliorato – conclude Vacca –. Ma i chilometri concessi dalla Regione sono insufficienti”. Le ultime corse delle principali linee, infatti, in estate, terminano attorno alle 23:30. Non sono, quindi, utili per poter rientrare a casa dopo una cena o dopo la discoteca. Sulle altre linee, invece, le corse finiscono addirittura prima dell’ora di cena.

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