Gestione del parco di La Maddalena, il caso finisce in Parlamento

Le dichiarazioni del deputato Alberto Manca.

“Lo scorso anno, – dichiara il deputato del Movimento 5 Stelle Alberto Manca – dopo un commissariamento durato quattordici mesi, il colpo di coda dell’ex Ministro Galletti nominava il nuovo presidente del Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena, secondo tempi e logiche che a suo tempo definimmo politicamente inopportuni o quantomeno discutibili”.

“A distanza di oltre un anno dall’insediamento della nuova governance dell’Ente Parco, sono numerosi i motivi di preoccupazione in merito alle modalità con le quali viene portata avanti l’amministrazione del medesimo, caratterizzata da una serie di criticità gestionali e carenze di programmazione. In primis, è possibile rilevare che l’approvazione del bilancio di previsione relativo all’esercizio finanziario del 2019 è avvenuta con un ritardo di oltre sei mesi rispetto al termine legale; in modo analogo, il piano della performance è stato approvato con un ritardo di oltre tre mesi. Inoltre, l’Ente risulta ancora sprovvisto di un Piano per il Parco, ossia lo strumento di organizzazione e di gestione più importante per tale istituzione. Ai sensi dell’art. 12 della legge n° 394/91, il piano deve essere predisposto dall’Ente parco entro diciotto mesi dalla costituzione dei suoi organi. In riferimento ai consigli direttivi convocati nell’ultimo anno, il completamento della redazione del Piano per il parco non risulta essere mai stato inserito all’ordine del giorno” continua il deputato Alberto Manca.

“La domanda sorge spontanea: chi amministra il Parco vuole adottare il Piano? Il sospetto è che, tra i vari membri della governance, le divergenze su programmazione e pianificazione territoriale sono insanabili. La gravità della situazione di stallo che si è venuta a creare è testimoniata da quanto affermato nella Relazione programmatica al bilancio menzionato, secondo la quale “Il mancato completamento della pianificazione, insieme alla conflittualità interna al Consiglio stesso, avevano determinato il commissariamento dell’Ente nel Dicembre 2016”. A tali criticità si aggiungono quelle relative alla procedura attivata per il conferimento dell’incarico di direttore del Parco: in merito a quest’ultima, nel gennaio 2019, il Ministero dell’Ambiente, nell’espletamento della propria attività di vigilanza, rilevava chiari profili di illegittimità; solo nel mese di aprile 2019, quasi due mesi dopo aver prorogato le funzioni dell’attuale direttore “a scavalco” per ulteriori tre mesi e con scadenza fissata al 3 giugno 2019, il Consiglio direttivo deliberava la presa d’atto dei rilievi ministeriali, annullando contestualmente tale procedura in via di autotutela. Ad oggi, in seguito a una seconda ed ulteriore proroga dell’incarico direttivo, il nuovo iter di selezione del prossimo direttore risulta nella fase iniziale, relativa alla pubblicazione del corrispondente avviso nella Gazzetta Ufficiale”.

In tale situazione – prosegue il deputato del Movimento 5 Stelle Alberto Manca – l’Ente non appare in grado di poter assolvere adeguatamente le proprie funzioni, vista anche la conseguente impossibilità di pianificare le modalità di perseguimento dei relativi obiettivi strategici, alcuni dei quali evidenziati nella relazione citata: si consideri, a titolo esemplificativo, che l’Ente non ha effettuato un’adeguata attività di contenimento della fauna selvatica, a dispetto della massiva diffusione di cinghiali e di ibridi cinghiale-maiale, ormai presenti anche nelle zone urbane; che – malgrado la stagione estiva sia già in corso – non ha ancora adottato misure di mitigazione a protezione dei fondali marini, effettuato cambi di boa per la protezione dei Poseidoneti, né ha regolato l’acquisizione dei proventi derivanti dalla riscossione dei diritti d’ingresso nelle acque del Parco, come invece avvenuto negli anni scorsi”.

“Per queste ragioni – conclude il deputato del Movimento 5 Stelle Alberto Manca – abbiamo ritenuto opportuno informare il Ministro dell’Ambiente in merito alle numerose criticità esistenti, chiedendo al medesimo di intensificare la propria attività ispettiva sulla gestione del Parco, al fine di porre rimedio alla situazione di pericoloso stallo attualmente in essere: occorre ricreare rapidamente le condizioni necessarie per favorire la concreta tutela dei valori naturali, ambientali, storici e culturali di una realtà unica nel suo genere”.

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