Doccia fredda sull’ospedale di La Maddalena: “La Regione non rivede l’accordo per il Punto nascita”

La deputata del M5S Lapia sull’ospedale di La Maddalena.

“Dopo l’ultimo, gravissimo fatto di cronaca, che ha riportato all’attenzione della politica e dei media il Punto nascita di La Maddalena, è sceso di nuovo il silenzio sulla disastrata sanità maddalenina”. Lo afferma la deputata del M5S, Mara Lapia, che ieri – con una lunga e dettagliata lettera – ha richiamato ancora una volta l’attenzione dell’assessore della Sanità, Mario Nieddu, sull’assistenza sanitaria nell’isola.

“Ormai da anni – scrive Lapia – l’ospedale Paolo Merlo perde pezzi, falcidiato dalla logica dei tagli, del risparmio, dei numeri che, nel tempo, ha portato alla chiusura del punto nascita, della Pediatria, della Chirurgia, fino all’ultimo insensato depotenziamento del Pronto Soccorso, declassato a Punto di Primo Intervento. Sostituire il Pronto Soccorso con un punto di primo intervento significa dichiarare che nessun paziente può essere assistito al Paolo Merlo, ma che dovrà essere trasferito al Giovanni Paolo II di Olbia o in altri nosocomi. Ritengo sia una decisione gravissima, per un’isola nell’isola, con quasi 11mila abitanti che non possono spostarsi quando le condizioni meteo bloccano i traghetti e gli stessi elicotteri”.

“Il servizio di elisoccorso, risulta essere a mezzo servizio nella base di Olbia, quella nata h24 proprio per poter coprire La Maddalena e l’Ogliastra. Ormai da mesi – accusa Lapia – l’elicottero è disponibile solo la sera, 12 ore, ben poco per dare sicurezza ai maddalenini. Eppure, è in questo quadro già difficile che si inserisce l’irresponsabile declassamento del Pronto Soccorso”. C’è poi il problema della dialisi estiva, “che l’Ats ha deciso di non prevedere quest’anno e che rappresentava uno dei servizi per i quali La Maddalena era scelta come meta per i tanti villeggianti: sospendere il servizio e comunicarlo con tanto anticipo non potrà che creare anche un danno economico all’isola, oltre che, naturalmente, un disservizio per i pazienti in dialisi”. 

Quindi la nota più dolente, il Punto Nascita ancora chiuso. “Nulla di concreto è stato fatto: non è certo sufficiente aver inviato richiesta di deroga al Ministero della Salute, lo scorso fine ottobre, se non accompagnata da una attenta e puntuale relazione del Comitato Percorso Nascita regionale, che motivi la richiesta così da superare tecnicamente il parere del Comitato Percorso Nascita nazionale, che supporta il ministro nelle richieste di deroghe: ad oggi, non ci risulta, infatti, che l’Assessorato della Sanità abbia modificato il Documento presentato al Ministero nel 2014 con le azioni previste dall’Accordo Percorso Nascita firmato dalla Regione Sardegna nel 2010”. 

La parlamentare sarda chiude chiedendo che “la strada della deroga per il Punto Nascita venga percorsa con un iter che veda coinvolto il Comitato Percorso Nascita della Sardegna e che si rivedano le azioni previste in base all’Accordo del 2010, così da supportare la richiesta con argomentazioni scientificamente sostenibili. Stia certo – assicura Lapia rivolgendosi all’assessore Nieddu – che troverà in me il massimo sostegno, a livello nazionale, ad una iniziativa portata avanti secondo corrette procedure e con evidenze scientifiche. Sollecito, infine, un pronto ripensamento sul declassamento del Pronto Soccorso e, anzi, il rafforzamento dello stesso e il ripristino immediato del servizio di elisoccorso h24”. 

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