Cinema Astra, ecco cosa vuole farci il Comune dopo l’acquisto

Il sindaco di Olbia parla dl futuro del Cinema Astra nelle mani del Comune

Il Cinema teatro Astra di Olbia, chiuso dagli anni ’80 e reso inagibile a causa di due incendi tra il 2000 e il 2006, sarà interamente ristrutturato. È destinato a diventare il primo teatro comunale della storia olbiese. L’edificio, vincolato per il suo valore storico-architettonico, fu progettato negli anni Cinquanta da Ubaldo Badas, tra i massimi architetti sardi del secolo scorso. Un’eredità importante, che ora sarà tutelata e valorizzata.

Il futuro secondo Nizzi

“Non sappiamo se sarà un teatro dall’estetica classica o moderna, questo lo decideremo dopo aver consultato i tecnici esperti in materia. Dobbiamo anche tenere conto dell’ambientazione attuale, la adiacente piazza Mercato, e tutto dovrà armonizzarsi. In ogni caso sarà un teatro dotato di tutte le tecnologie sceniche più all’avanguardia. Cercheremo di rispettare la struttura originaria – ha spiegato il sindaco Settimo Nizzi -. La capienza potrà aggirarsi attorno ai mille posti. La gestione verrà affidata ad una apposita fondazione culturale».

La progettazione della ristrutturazione sarà coordinata con la Soprintendenza di Sassari, e potrà contare sulle risorse residue (oltre un milione di euro) già stanziate dal Comune. I fondi mancanti saranno richiesti attraverso bandi regionali, nazionali o europei, in base alla disponibilità . L’amministrazione stima che, salvo imprevisti, i lavori dureranno circa tre o quattro anni.

L’acquisto del Cinema Astra si inserisce in un più ampio piano di riqualificazione del centro storico, che include anche il progetto per la nuova piazza Mercato, già in attesa di approvazione. Il nome “Astra” sarà con ogni probabilità mantenuto. Come ha detto il primo cittadino, «è bello e ha un valore affettivo fortissimo. Vogliamo che torni a essere un simbolo di cultura per la città».

Con questo atto, Olbia si riappropria non solo di un edificio, ma di una parte fondamentale della sua identità. Oggi resta un rudere, ma fra qualche anno potrebbe diventare il cuore pulsante di una nuova stagione culturale. Una scommessa che parte dalle macerie di un glorioso passato per proiettarsi, con coraggio, nel futuro. “È una giornata storica per Olbia – ha aggiunto il sindaco -. Abbiamo restituito alla comunità un bene che ha fatto parte della memoria di generazioni di olbiesi. Io stesso da ragazzo, mi sono seduto su quelle poltroncine”

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