Il grido d’aiuto di due pensionati di Olbia: “Io e mia moglie disabile costretti a vivere in un camper”

Un racconto di sopravvivenza, disagio e povertà.

Sono sempre di più gli italiani che devono fare i conti con la povertà, con la mancanza di lavoro e con l’emergenza abitativa. Così le storie di effettivo disagio sociale sono all’ordine del giorno. Questa è una storia che però ci tocca da vicino. Una famiglia senza casa, che vive in solitudine sotto il ponte a Mogadiscio, nel tratto del litorale di Olbia.

Domenico e Paola vivono in camper da più di due mesi. Lui originario di Berchidda, lei di Monte Petrosu. Lui si occupava di tante cose, manutenzioni e giardinaggio, ora è pensionato. Ha 66 anni, la moglie ha 54 anni. Ma la moglie è disabile, sta su una sedia a rotelle a causa di una grave patologia.

Sino a qualche mese fà vivevano in campagna, in una casetta piccola, economica ma accogliente. Hanno dovuto lasciare la casa poichè il padrone non li voleva più. E con gli affitti di oggi e con la loro pensione minima non riescono a pagare l’affitto di una casa in città. I pochi soldi che hanno servono per fare la spesa, non si recano alla Caritas di Olbia.

Il camper ci è stato regalato, è stato un gesto unico e un grande umanità. Siamo nel camper da due mesi, senza luce perchè è scarica la batteria e l’acqua vado a portarla con un bidone di 20 litri- racconta il pensionato – Mia moglie sta dentro la macchina perchè la sedie a rotelle dentro il camper non ci sta”.

Queste settimane trascorse in auto e camper hanno messo a dura prova la sua salute anche psicologica, e sono emersi anche dei problemi di circolazione alle gambe. 

Alla domanda se si sono mai rivolti al Comune, al sindaco e ai servizi sociali, a parenti e amici, Domenico risponde così: “I parenti sono serpenti, nessuno si occupa di noi, nessuno ci chiama. Totalmente in solitudine. E’ come se non esistessimo– continua il pensionato- Ho tentato più volte al suicidio. Il Comune e i servizi sociali non ci aiutano. Dicono che possiamo vivere con 500 euro. Noi non ci riusciamo.”

E conclude: “Sono molto deluso da tutti, mi aspettavo una casetta piccola, non una villa non chiediamo il mondo. Nessuno ci vuole accogliere”.

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