San Teodoro, locali non agibili, chiudono la biblioteca e il museo dell’Icimar

Icimar san teodoro

Chiude il servizio di biblioteca dell’Icimar di San Teodoro.

Con un amaro comunicato l’Icimar rende noto di dover cessare l’attività di biblioteca con prestito dei volumi.

“L’Icimar informa le persone interessate, soprattutto donne e ragazzi, che il servizio di prestito dei volumi della biblioteca Gallura, purtroppo, è momentaneamente sospeso – si legge nel comunicato dirmato dal presidente Giacomo Mannoni -. Decisione che l’Istituto è stato costretto ad adottare perché i locali dove opera non sono agibili e non è consentito l’accesso al pubblico.”

Chiuso anche il museo.

“Altrettanto avviene per le visite alla raccolta museale – afferma Mannoni -, e alla sezione malacologia, nel recente passato anch’esse interdette al pubblico anche per le conseguenze del Coronavirus. Tale situazione incresciosa si trascina da tempo e ha impedito all’Istituto di svolgere le sue tradizionali attività legate al servizio di biblioteca, che attualmente dispone di circa 5000 volumi, per la maggior parte di sua proprietà, alle visite alla raccolta archeologica, una delle poche in Sardegna dotale di un esauriente catalogo e alla sezione malacologia, una vasta raccolta di conchiglie scientificamente classificate, interamente di sua proprietà”

L’Icimar dispone infatti di una raccolta di reperti archeologici unici. Tutti rinvenuti nell’area del centro abitato di San Teodoro, nelle sue acque e in quelle più vicine, interessate nell’antichità da intensi traffici commerciali, essendo un punto strategico di fondamentale importanza negli scambi con il continente, soprattutto con etruschi e romani. Presente anche un tesoretto di monete di epoca punica, di ignota provenienza. Il più antico reperto è un’anfora greco-italica, probabilmente proveniente dalla città punica di Olbia, maggior porto della Sardegna settentrionale a partire dal 350 a.C.

Il licenziamento e la speranza per il futuro.

“Detta situazione non ha consentito all’Istituto di formulare progetti ed ottenere finanziamenti da parte di enti regionali e statali per cui le sue casse sono ora ridotte al lumicino ed è stato costretto a licenziare la segretaria, in servizio da oltre 17 anni” – afferma il presidente dell’istituto -. Nel frattempo si spera che il problema dell’ agibilità dei locali venga risolto, altrimenti sarà indispensabile, con grande rammarico, che l’Icimar vada alla ricerca di una nuova sede adeguata alle proprie esigenze“.

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