Tennis in carrozzina, Mario Cabras sogno tricolore

La storia del campione olbiese Cabras.

Mario Cabras è arrivato ad essere il numero 7 in Italia di tennis in carrozzina. Da lunedì parteciperà al Campionato Nazionale a Squadre in programma a Olbia sui campi del Tc Terranova. “Il tennis mi ha fatto rinascere”. La seconda vita di quel ragazzo affetto da emofilia che nonostante tutto giocava a pallone con gli amici. “Saltellando su una gamba o con le stampelle non faceva differenza“. Lo sport come ancora di salvezza. “Per me è stato fondamentale. Mi ha regalato stimoli incredibili“. Nel ’94 Mario incontra il preparatore atletico Cosimo D’Andrea e il maestro di tennis Francesco Fadda. E’ la svolta. “Sono stati impagabili. In un anno sono riuscito a raddrizzare la gamba che non potevo usare”. Per Mario Cabras inizia una travolgente carriera di allenatore di giovani calciatori. “Ne ho istruito più di 700 praticamente in tutte le società olbiesi. Un’esperienza fantastica. Quando ci vediamo con qualcuno di loro è sempre una festa. Sono stato un bravo educatore”. Una qualità che non si trova dietro l’angolo.

Una recrudescenza della malattia pare mettere la parola fine alla gioia contagiosa di Mario. “Ho dovuto smettere di botto sia di allenare che di gestire l’area calcio del Geovillage“. Un buio che dura 4 anni. Prima di disintegrarsi sotto i colpi di nuovi splendidi orizzonti.Angelo Usai organizzò una settimana di sensibilizzazione riguardante lo sport per disabili”. E’ in quella circostanza che Mario incontra Alberto Corradi, olimpionico agli ultimi Giochi di Rio. “Quando ho giocato la prima palla mi ha detto che in 6 mesi sarei entrato tra i primi 15 d’Italia“. Mario ci crede così tanto che arriva sul settimo gradino nazionale. “E’stato il punto più alto della mia carriera. Adesso non riesco a giocare tanti tornei. Faccio l’amatore in un mondo di professionisti. Quasi tutti i miei avversari hanno sponsor che permettono loro di girare per il mondo per giocare i tornei più importanti”. Di che cifre si parla? “Per disputare i 9 tornei che consentono di accumulare buoni punteggi servono almeno 15 mila euro“.

Allenamenti a Sassari con il maestro Alessandro Ciotti. “Le sedute sono identiche a quelle dei normodotati”. Ieri, in coppia con Suray, ha perso al tie break la semifinale di doppio del “second draw” del torneo di Alghero, il più importante se si eccettuano quelli del Grande Slam. “Affrontavamo due svizzeri sulla carta favoriti. Siamo arrivati ad un soffio dal colpaccio“. Da lunedì un appuntamento tanto atteso quanto entusiasmante. “Faccio parte della “Sardinia Open” assieme ad Alberto Corradi, Marianna Lauro e Luca Arca”. Quali le speranze? “L’anno scorso siamo arrivati terzi. Questa volta sento che possiamo vincere”. 12 team con gare ad eliminazione diretta: due singoli e un doppio. “Brescia è la squadra da battere”. Ma dovrà fare i conti con l’irresistibile volontà di Mario Cabras. E con il suo sogno tricolore.

 

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