Salvatore Mei di Olbia ha vinto il campionato regionale assoluto di corsa cross

Per Mei, ventiduenne di Olbia, decisiva la tappa di domenica a Ozieri.

La famiglia Mei è conosciuta per le imprese sportive di Gianni, ex atleta, e dei suoi figli Francesco, 18 anni, e Salvatore, 22 anni. Questa volta è Salvatore a portare a casa un titolo che nessuno in famiglia aveva mai vinto: “Io quel titolo non l’ho mai vinto, tu a quel titolo hai sempre creduto, goditela tutta, Didu. Campione sardo assoluto di cross km 10″, è il commento a caldo di papà Gianni. “All’arrivo è corso subito ad abbracciarmi, in famiglia abbiamo vinto alcuni titoli sardi giovanili, dai cross alla pista, l’unico che mancava all’appello era proprio un titolo sardo assoluto” racconta Salvatore, che ha sbaragliato la concorrenza vincendo le tappe di Villacidro e Ozieri, in percorsi di 10 chilometri.

Una sensazione bellissima ed emozionante, era da quando ho iniziato a fare atletica che sognavo un risultato del genere“, afferma l’atleta dell’Atletica Olbia, che per affrontare il campionato cross non ha seguito una preparazione specifica. “Come tutti gli anni io d’inverno preparo distanze lunghe, dai 10 km in su. L’allenamento-tipo consiste in riscaldamento, qualche esercizio, e ripetute su varie distanze. Magari nella settimana della gara faccio delle rifiniture nel circuito da cross nel Fausto Noce”.

Sui progetti per il futuro Mei non si sbilancia. “Per ora continuo con la preparazione invernale, poi verso metà marzo decidiamo che fare”. Quasi scontata la dedica della vittoria del campionato regionale cross: “La dedico a mio babbo, che oltre da allenatore mi fa anche da psicologo e mi sopporta dopo ogni allenamento perché non sono mai contento”.

Molti atleti, non riuscendo a vincere, vanno in crisi e preferiscono abbandonare l’atletica. “L’importante è che uno continui a migliorare, se un atleta si migliora dopo una gara o anche dopo un anno, allora ha già vinto. L’atletica è uno sport lungo nel tempo, bisogna avere pazienza, non si sa mai”, afferma Salvatore, che è critico anche verso sè stesso. “La strada è ancora molto lunga, c’è ancora molto da lavorare per migliorare sopratutto i tempi in pista, che sono la cosa più importante, perché l’atletica è fatta sopratutto di tempi. Quindi piedi per terra, e correre…”

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