La baraccopoli dietro lo stadio Pirina di Arzachena e il silenzio del Comune

Le roulotte dietro la stadio Pirina di Arzachena.

Tutti lo sanno che dietro lo stadio Pirina di Arzachena cresce una baraccopoli a cielo aperto. Fatta di roulotte, assi di legno e teli di plastica. Rifugio per i poveri diavoli della zona, che non hanno più niente. Una baraccopoli che cresce nel silenzio e nell’indifferenza di molti, dove trovava ospitalità anche Pietro Pinna, il 51enne di Olbia, morto, nei giorni scorsi, nel freddo del suo giaciglio.

Almeno altre due persone vivono tra quelle baracche di fortuna. Simbolo di una povertà silenziosa, ma presente, a cui spesso non basta nemmeno tendere la mano per farla uscire dall’anonimato e dall’emerginazione. Il sindaco Roberto Ragnedda preferisce non intervenire sul tema, in attesa di decidere cosa sia meglio fare. Ma nel frattempo, il rischio, è che quel luogo, lontano da occhi indiscreti, possa popolarsi di nuova umanità, che non ha trovato una sistemazione migliore, contro il freddo e le difficoltà quotidiane.

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