Lebonski Park, i residenti di San Giovanni contro musica e rumori

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La protesta contro il Lebonski Park.

Le emissioni sonore provenienti dal Lebonski Park avrebbero compromesso la tranquillità della campagna di San Giovanni, ad Arzachena. È quanto denuncia un residente che, attraverso una segnalazione alla redazione, porta all’attenzione il disagio vissuto da diverse famiglie della zona. Dall’avvio delle attività del parco la musica e gli altri rumori provenienti dalla struttura avrebbero reso sempre più difficile vivere gli spazi domestici con la tranquillità che, fino a quel momento, avrebbe caratterizzato l’area rurale.

Il racconto del residente.

Il problema, racconta il residente, riguarderebbe in particolare la frequenza e l’intensità delle emissioni sonore. Alcune famiglie avrebbero scelto di acquistare casa proprio in quella zona facendo affidamento sulle caratteristiche di un contesto lontano dai rumori tipici dei centri abitati. Una condizione che, secondo la segnalazione, sarebbe cambiata con l’entrata in funzione del Lebonski Park: “Da quando è entrato in attività il Lebonski Park, le emissioni sonore – in particolare la musica – superano costantemente i limiti di normale tollerabilità, rendendo impossibile godere della quiete che caratterizza da sempre questa zona rurale. Molte famiglie, me compreso, hanno acquistato immobili in quest’area proprio per la pace e la tranquillità che essa offriva. Oggi, invece, ci troviamo a subire disturbi continui e invivibili”.

Al centro della contestazione ci sono anche le deroghe concesse dal Comune per lo svolgimento delle attività. I residenti ritengono che tali autorizzazioni debbano essere valutate alla luce dei principi stabiliti dalla giurisprudenza in materia di immissioni sonore e tutela della proprietà e della vita quotidiana. Nella segnalazione viene richiamata, in particolare, l’ordinanza della Corte di Cassazione del 9 luglio 2024, numero 18676, relativa a una controversia che vedeva coinvolto il Comune di Albissola Marina. Il provvedimento viene indicato dai residenti come un riferimento per sostenere la necessità di considerare anche l’impatto concreto dei rumori sulla vita delle persone.

La richiesta di maggior tranquillità.

La questione riguarda dunque il possibile equilibrio tra lo svolgimento delle attività autorizzate e il diritto dei cittadini a non essere esposti a immissioni sonore ritenute eccessive. Un tema che assume caratteristiche particolari in un contesto rurale, dove le condizioni ambientali e le abitudini di chi vi risiede possono differire sensibilmente da quelle di una zona urbana. “In una zona di campagna come la nostra, dove la quiete è un valore essenziale e legittimamente atteso da chi vi ha scelto di vivere, il Comune ha il dovere di tutelare i diritti dei residenti e di non consentire immissioni che ne compromettono in modo così grave il godimento”, sostiene il residente.

La vicenda pone così una questione che dovrà essere chiarita sulla base di dati, autorizzazioni, eventuali rilevazioni fonometriche e posizioni delle parti coinvolte. Da un lato c’è la possibilità di svolgere attività di intrattenimento secondo le autorizzazioni previste; dall’altro la necessità di garantire ai residenti condizioni di vita compatibili con la tutela dal rumore. Il confronto resta dunque aperto e gli enti competenti potrebbero effettuare ulteriori verifiche, soprattutto se i residenti formalizzeranno segnalazioni o chiederanno di accertare i livelli delle emissioni sonore.



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