Aglientu brinda a Ino 2025, tra i migliori Vermentini sardi

Vino

Il traguardo di Ino 2025.

Un nuovo importante riconoscimento premia il lavoro della Cantina La Sughera di Aglientu, piccola realtà vitivinicola delle colline di Aglientu. Il Vermentino Ino 2025 ha ottenuto un punteggio di 99,8 su 100 nella guida Vinodabere 2027, risultando il vino sardo più apprezzato tra quelli della stessa annata e confermandosi ai vertici della graduatoria dedicata alla produzione isolana. Nella classifica generale, Ino è stato preceduto soltanto da due etichette caratterizzate da annate precedenti: il Ruinas del Fondatore 2023 di Depperu e la Vendemmia tardiva Campianatu 2024. Un dato che mette in evidenza anche un’altra caratteristica dei Vermentini sardi di maggiore qualità, ovvero la capacità di mantenere una forte personalità e di sviluppare nuove sfumature con il passare del tempo.

Il riconoscimento ottenuto dall’azienda di Aglientu non si limita però a una sola etichetta.

A entrare nella parte alta della graduatoria è anche Ino+ 2025, una vendemmia tardiva che ha conquistato il sesto posto assoluto e il terzo tra i Vermentini dell’annata 2025. Si tratta di un vino ancora giovane, per il quale il risultato rappresenta un’indicazione particolarmente significativa in prospettiva dell’evoluzione che potrà avere negli anni successivi. Per Cantina La Sughera il risultato assume un valore ulteriore perché arriva dopo una serie di piazzamenti che hanno visto il proprio Vermentino sul podio della guida Vinodabere per tre edizioni consecutive. Una continuità che accompagna il percorso di una cantina di dimensioni contenute, ma che ha costruito la propria identità puntando sulla produzione artigianale e naturale.

La produzione non si concentra tuttavia esclusivamente su questo vitigno.

La cantina si trova nelle colline di Aglientu, territorio della Gallura particolarmente legato alla coltivazione del Vermentino. La produzione non si concentra tuttavia esclusivamente su questo vitigno. L’azienda coltiva infatti altre otto varietà, comprendendo anche alcune uve meno diffuse e legate alla tradizione vitivinicola sarda. Tra queste figurano Caricagiola e Arvesiniadu, affiancate da vitigni come Cagnulari, Bovale e Cannonau. Una scelta che riflette la volontà di valorizzare una produzione diversificata e, allo stesso tempo, di mantenere un rapporto stretto con il patrimonio viticolo dell’isola.



Condividi l'articolo