Calangianus, scontro su fotovoltaico e paesaggio: l’appello del sindaco

Fotovoltaico Calangianus

Lo scontro sul fotovoltaico a Calangianus.

Il delicato equilibrio tra lo sviluppo delle energie rinnovabili e la salvaguardia del patrimonio paesaggistico continua a essere al centro del dibattito pubblico, in particolare nei territori caratterizzati da una forte identità naturale e culturale come la Gallura. Un recente intervento pubblico focalizza l’attenzione non tanto sugli aspetti tecnici o burocratici della normativa vigente, quanto sulla dimensione etica e deontologica che accompagna l’esercizio delle cariche istituzionali.

La questione sorge attorno alla realizzazione di impianti fotovoltaici in regime di edilizia libera, una modalità d’intervento normativamente semplificata che solleva interrogativi sulla gestione visiva e ambientale delle aree rurali di pregio. Nel contesto specifico di Calangianus, viene evidenziato come l’adozione di soluzioni energetiche, pur pienamente conformi al quadro legislativo, possa talvolta entrare in contrasto con l’opportunità politica e il dovere di tutela del paesaggio.

La riflessione rimarca una netta distinzione tra ciò che la legge consente e ciò che appare opportuno per chi rappresenta la collettività. Viene espressa la convinzione che la salvaguardia del territorio debba prevalere sugli interessi di natura privata, specialmente quando si fa riferimento a porzioni di territorio di rilevante bellezza paesaggistica. La tutela dell’ambiente non viene dunque intesa solo come un mero adempimento di codici e regolamenti, ma come un impegno morale nei confronti delle comunità locali e delle generazioni future, destinate a ereditare e custodire il patrimonio naturale. In merito al ruolo dei rappresentanti dei cittadini, la dichiarazione ufficiale del sindaco di Calangianus chiarisce la centralità della responsabilità istituzionale attraverso parole precise: “Il ruolo che ricopriamo chiede l’esempio, non solo il rispetto del codice”.

Con questa affermazione si ribadisce che chi detiene una carica pubblica ha il dovere etico di agire come custode primario del territorio, offrendo una condotta che superi la semplice conformità burocratica in favore di una visione di rispetto assoluto verso l’identità dei luoghi e l’armonia dell’ambiente. Il dibattito mette in luce una sfida complessa e di grande attualità per l’amministrazione locale, ovvero la necessità di governare la transizione ecologica senza compromettere le specificità del paesaggio che costituiscono la vera ricchezza e l’attrattiva del territorio gallurese.

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