Cannigione abbraccia Michele Asara, un anno dopo la scomparsa

michele asara cannigione

È passato un anno esatto da quel giorno in cui Cannigione ha dovuto dire addio a una delle sue anime più autentiche e gentili: Michele Asara. Eppure, camminando lungo le vie del borgo, basta davvero poco per avvertire la sua presenza.

Il tempo che scorre non è riuscito a sbiadire le tracce di una figura che appartiene profondamente alla storia quotidiana della comunità. A Cannigione, basta un attimo per ritrovare l’immagine di Michele a bordo del suo inseparabile motocarro. Con la scopa tra le mani, lo sguardo luminoso e sempre pronto a regalare una battuta ironica o un saluto caloroso, sapeva strappare un sorriso a chiunque incontrasse lungo la sua strada.

Ci sono persone che lasciano un segno indelebile senza bisogno di clamore o di grandi gesti eclatanti. La loro grandezza risiede nella straordinaria bellezza della normalità: la dedizione silenziosa al lavoro di ogni giorno, la cura per il proprio paese, la gentilezza gratuita rivolta al prossimo. Michele era esattamente questo: un punto di riferimento discreto e familiare, di quelli che rendono un paese una vera comunità.

A dodici mesi dalla sua scomparsa, la madre Anna, il fratello Nicola e i familiari tutti lo ricordano con immutato amore, stringendosi all’affetto dell’intera comunità. Il ricordo di Michele si rinnova anche attraverso la preghiera e la Santa Messa di suffragio celebrata martedì 29 settembre alle ore 19:00 presso la Chiesa Santa Maria della Neve. Come recita il ricordo scelto dai cari, “il tuo sorriso vive nei nostri ricordi e la tua luce illumina ancora i nostri giorni”.

“Ciao, Michele. La tua Cannigione continua a volerti bene e non ti ha dimenticato.”

Condividi l'articolo