Vent’anni di abbandono, il Club Med di Caprera tra macerie e abbandono
Settant’anni fa era l’avamposto del turismo in Sardegna, ora il Club Med di Caprera è abbandonato e in macerie. Le strutture più vicine alla spiaggia stanno – letteralmente – cadendo a pezzi. Dopo le fortunate esperienze del campeggio per studenti universitari, a Cala Garibaldi erano entrati in campo i francesi. Nel 1955 partirono col Village Magique e la struttura dal 1956 divenne Club Méditerranée. Fu poi nel 1959 che al posto delle tende comparvero i tucul, ispirati a capanne polinesiane. Per settant’anni ha ospitato turisti e divertimento, poi nel 2006 è arrivata la chiusura definitiva. Qualche tentativo di riportarlo in vita c’è stato, ma prevedeva uno stupro ambientale nella pineta di Cala Garibaldi.
Dalle macerie al rischio cemento
I caratteristici ed essenziali tucul non piacevano più e la società aveva chiesto di trasformare quelle cubature in cemento. Sul mare di Caprera, nella cala dove ormeggiava le sue barche Giuseppe Garibaldi. Ora si aspetta una nuova vita per quell’insediamento turistico trasformato in decadenza vigilata.

L’unica forma di vita dietro le recinzioni è la vigilanza che difende l’ex villaggio vacanze passato da festa colorate ad abbandono spettrale. I primi metri di pineta sono presi d’assalto dai bagnanti per ripararsi dal sole, ma oltre non si può andare. Resta la tutela del ricordo di quello che fu ma anche il sospiro di sollievo di ciò che non è diventato. Nell’attesa di un possibile recupero ci sono macerie con zone pericolose e facilmente accessibili. Nastri biancorossi delimitavano anche l’area a ridosso della spiaggia, ma non c’è più traccia e pure i bambini possono avventurarsi sotto travi crollate o con le ore contate.
