Dal porto di Olbia a Mamoiada, sventata la banda dei furti di auto

L’indagine dei carabinieri di Nuoro sui furti di auto.

Le indagini condotte dai carabinieri della Compagnia di Nuoro e dalla Stazione di Mamoiada, coordinate dalla Procura di Nuoro nel sostituto procuratore Riccardo Belfiori, hanno consentito di disarticolare un’associazione per delinquere finalizzata al furto di auto, alla loro ricettazione, al riciclaggio di veicoli e alle frodi assicurative gestita dai componenti  di una famiglia di Mamoiada, molto nota nel paese barbaricino, che gestisce un’officina/autocarrozzeria. 

Con l’operazione condotta da oltre 100 militari del Comando provinciale di Nuoro, dello Squadrone Eliportato Cacciatori di Sardegna, del Nucleo Cinofili e del 10° Elinucleo di Obia è stata data esecuzione a due misure cautelari in carcere a carico due fratelli, mentre la sorella è finita agli arresti domiciliari. Sei persone sono state sottoposte, invece, all’obbligo di dimora presso i rispettivi comuni di residenza, nonché al deferimento in stato di libertà di 45 persone responsabili a vario titolo di reati commessi in concorso con gli associati.

L’indagine è stata avviata nel mese di agosto del 2018 a seguito del furto di due autovetture dal porto di Olbia, destinate al lungo noleggio e rinvenute, con le chiavi e senza alcun segno di effrazione, nel comune di Mamoiada. Grazie alla puntuale ricostruzione del percorso fatto dalle auto, dal molo Brin ove erano in attesa di essere consegnate ai clienti, sino ad un cortile aperto a Mamoiada, le indagini si sono immediatamente focalizzate sui titolari dell’autocarrozzeria, riconosciuti dagli inquirenti in alcuni frame dei sistemi di videosorveglianza acquisiti nel corso delle indagini. Per questo furto è stata ipotizzata la complicità di un autotrasportatore di auto a conoscenza delle procedure di custodia dei veicoli oggetto di furto.

Dall’avvio delle attività è emerso un intenso traffico di automezzi rubati, molti dei quali provenienti dal porto di Olbia, ove sostavano per lungo tempo sulle banchine, automezzi nuovi che venivano riciclati attraverso l’acquisto, per pochi euro, di omologhi veicoli incidentati o da rottamare dei quali venivano utilizzati i documenti di circolazione, per essere poi rivenduti a prezzo di mercato ad ignari acquirenti o a compiacenti sodali. Per questa attività di compravendita i fratelli si avvalevano della complicità di una nota concessionaria di auto nuorese a cui intestavano i veicoli oggetto di riciclaggio per evitare di essere collegati alle operazioni di transazione. 

Questi soggetti, inoltre, sempre avvalendosi della loro attività di autoriparazione si sono resi responsabili di innumerevoli truffe in danno delle assicurazioni anche con la compiacenza di alcuni periti assicurativi che ne traevano il loro profitto. I carabinieri hanno documentato 60 casi di pratiche di sinistri stradali mai occorsi e un compenso (in otto mesi) da parte delle assicurazioni di circa 130.000 euro verso l’autocarrozzeria. Il ruolo dei periti compiacenti era di stimare il danno da rifondere sempre al massimo valore.

L’autorità giudiziaria ha ritenuto di sequestrare l’attività commerciale degli arrestati per il ruolo determinante nel riciclaggio dei veicoli e nelle truffe assicurative. L’ambito di operatività della banda si estendeva a tutto il territorio nazionale ove veniva effettuata per la ricerca di veicoli incidentati o da rottamare, necessari al riciclaggio. Sempre con il provento delle attività illecite veniva effettuata anche la compravendita di veicoli di provenienza legittima, rivenduti sempre attraverso prestanome, a prezzo maggiorato. 

I militari al termine delle operazioni hanno sequestrato 7 veicoli oggetto di riciclaggio per un valore di circa 60.000 euro, denaro in contante per circa 12.000 euro e sottoposto a sequestro i rapporti finanziari degli indagati.

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