Muore a Olbia dopo l’uso del taser, militare ferito: interviene il sindacato

Carabinieri Olbia

Il caso dell’uomo morto a Olbia dopo l’uso del taser.

Un uomo è morto improvvisamente a bordo di un’ambulanza, nella tarda serata di ieri a Olbia, dopo essere stato coinvolto in un intervento dei carabinieri della sezione Radiomobile del Reparto Territoriale. L’uomo aveva manifestato comportamenti ostili verso i passanti e, nonostante i ripetuti inviti a calmarsi, si sarebbe scagliato con violenza contro i militari, colpendo al volto uno di loro e provocando lesioni tali da richiedere il trasporto in ospedale. Per fermare l’aggressione, i carabinieri hanno fatto ricorso al taser in dotazione. Sul posto è intervenuto anche il personale sanitario che ha tentato di rianimarlo, senza successo, dopo l’improvviso arresto cardiaco.

Il Sindacato Indipendente Carabinieri (Sic) ha espresso piena fiducia nella condotta dei colleghi coinvolti. “Riteniamo che i colleghi abbiano agito con professionalità, attenendosi alle procedure operative previste in occasione di intervento nei confronti di soggetti che versano in grave stato di alterazione psicofisica e che pongano in essere comportamenti altamente lesivi per la collettività“, ha dichiarato il sindacato in una nota.

Il segretario generale nazionale del Sic, Luigi Pettineo, informato dai referenti locali, ha contattato personalmente i colleghi coinvolti, offrendo supporto psicologico e legale attraverso i professionisti che collaborano con il sindacato. Inoltre, il Sic ha annunciato la richiesta di attivazione della tutela legale prevista dal pacchetto sicurezza, in modo che i militari non debbano sostenere alcuna spesa nell’esercizio del diritto di difesa durante l’eventuale procedimento penale.

Il sindacato ha sottolineato l’importanza di evitare strumentalizzazioni: “Nella consapevolezza che il procedimento giudiziario rappresenta un atto dovuto, ricusiamo, con assoluta fermezza, ogni forma di strumentalizzazione ideologica di estrazione politica e processo mediatico per i colleghi coinvolti in questa vicenda. Confidiamo pienamente nel lavoro della Magistratura. Diffidiamo sin da subito ‘i non addetti ai lavori’ dal pronunciare sentenze, ancorché di colpevolezza, senza che l’autorità giudiziaria si sia pronunciata. Il Sic ha apprezzato l’intervento della Scala gerarchica nel luogo dell’evento, come segno tangibile di vicinanza verso chi lavora ogni giorno in prima linea”.

Infine, il Sic ha espresso cordoglio ai familiari della vittima, ribadendo la necessità di proteggere chi garantisce la sicurezza pubblica mettendo a rischio la propria incolumità. “Ai due colleghi che hanno affrontato questa situazione estrema per garantire la sicurezza della comunità a loro affidata, esprimiamo la nostra piena solidarietà e supporto. Nessuno deve sentirsi solo e indifeso quando compie il proprio dovere”, si legge nella nota conclusiva del sindacato.

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