Un anno di anniversari storici per il Museo Garibaldino di Caprera.
Il 2026 si apre come un anno di particolare rilievo per il Museo Garibaldino di Caprera, che si appresta a celebrare due ricorrenze di grande valore storico e istituzionale. Il Compendio Garibaldino, uno dei luoghi simbolo della memoria risorgimentale italiana, sarà infatti al centro di un calendario di iniziative legate a importanti anniversari che segnano il percorso del sito e della sua gestione.
Come scrive L’Unione Sarda, nel corso dell’anno ricorreranno i cinquant’anni dal passaggio del museo di Caprera dalla Marina Militare al Ministero della Cultura, avvenuto nel gennaio del 1976. Nello stesso periodo cadranno anche i 170 anni dalla realizzazione della Casa Bianca, la dimora voluta e abitata da Giuseppe Garibaldi sull’isola di Caprera.
La nascita della dimora e l’insediamento di Garibaldi.
Giuseppe Garibaldi scelse Caprera nel 1856 come luogo di residenza stabile, dopo aver acquistato una parte consistente dell’isola. Qui avviò la costruzione della casa, delle strutture agricole e degli edifici di servizio, creando una fattoria autosufficiente ispirata ai modelli sudamericani conosciuti durante la sua esperienza oltreoceano.
Dopo la morte dell’Eroe dei due Mondi, avvenuta nel 1882, lo Stato acquisì progressivamente i beni appartenuti alla famiglia Garibaldi. Nel 1907 la custodia del sito passò alla Regia Marina Italiana, che istituì una guardia d’onore e garantì la tutela dell’area, mentre sull’isola continuarono a vivere la moglie Francesca Armosino e la figlia Clelia.
Dal controllo militare al Museo Nazionale.
Per diversi decenni la Marina Militare curò il complesso, consentendo l’accesso alla tomba di Garibaldi e accogliendo visitatori e associazioni garibaldine, soprattutto in occasione delle commemorazioni annuali. Un passaggio decisivo avvenne nel gennaio del 1976, quando il Compendio Garibaldino di Caprera riaprì al pubblico come Museo Nazionale, dopo un periodo di chiusura necessario per lavori di riordino e restauro.
