Omicidio di Cinzia Pinna, parla la madre di Emanuele Ragnedda

Cinzia Pinna e Emanuele Ragnedda

Parla la madre di Emanuele Ragnedda.

A Cannigione, Nicolina Giagheddu ha espresso il suo disappunto sulla versione dei fatti fornita dal figlio Emanuele Ragnedda riguardo all’omicidio di Cinzia Pinna, sostenendo che non si trattasse di legittima difesa e che il giovane avrebbe dovuto assumersi subito le proprie responsabilità.

La madre si è recata al porticciolo mentre i carabinieri del Ris completavano i rilievi sulla barca di famiglia, la Nikitai, sequestrata due settimane fa. Nicolina ha inoltre ricordato il tentativo di fuga del figlio con il tender il 24 settembre, sottolineando come la facilità con cui si muoveva le fosse risultata sorprendente. Nel frattempo, i militari dell’Arma hanno concluso i sopralluoghi nella tenuta di Conca Entosa, recuperando i tre bossoli esplosi e confermando così quanto emerso dall’autopsia della vittima. Dopo il ricovero in psichiatria a seguito di un tentato suicidio, Ragnedda è stato dimesso e riportato in carcere.

Gli avvocati delle parti hanno assistito ai rilievi, mentre la famiglia di Cinzia Pinna ha chiesto rispetto e silenzio, riaffermando la fiducia negli investigatori. Le indagini proseguono, con ulteriori misure cautelari attese dai difensori e in attesa dei risultati completi dei sopralluoghi e delle perizie in corso.

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