La Gallura e l’invecchiamento frenato dai flussi migratori.
La Gallura è l’unica realtà resiliente all’invecchiamento. In un contesto regionale segnato da un progressivo e inesorabile declino demografico, il territorio emerge come un’eccezione virtuosa, delineandosi come il polmone vitale di una Sardegna che fatica a contrastare l’avanzata dell’età media. Gli ultimi dati statistici relativi al 2024 dipingono un quadro chiaro in cui il nord-est dell’isola non solo resiste meglio alle dinamiche dell’invecchiamento, ma si pone come un modello di dinamismo unico nel panorama sardo.
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Mentre la media regionale complessiva ha ormai valicato la soglia critica dei 50,45 anni, la Gallura riesce a mantenere un profilo anagrafico sensibilmente più basso, fermando le lancette dell’orologio statistico a una media di 48,76 anni. Questo scarto di quasi due anni rispetto al resto del territorio sardo, dove la media sale ulteriormente fino a toccare i 50,58 anni, non è un semplice dettaglio numerico, ma il riflesso di una struttura sociale ed economica radicalmente differente.
Olbia è la più giovane.
Il cuore pulsante di questa resistenza demografica è senza dubbio Olbia, che si conferma il principale motore trainante della “linea verde” territoriale. La città gallurese, grazie alla sua capacità di attrarre flussi migratori e alla presenza di una rete di servizi e opportunità che favorisce l’insediamento di nuovi nuclei familiari, vanta un’età media di appena 45,35 anni.
Si tratta di un dato straordinario che trova riscontro anche in altre realtà locali come Buddusò, che segue a brevissima distanza con i suoi 45,42 anni, e Loiri Porto San Paolo, che chiude il podio dei comuni più giovani con una media di 46,75 anni. Queste località rappresentano il baluardo contro quella desertificazione umana che minaccia gran parte dell’entroterra isolano, dimostrando come lo sviluppo economico e la vivacità sociale siano variabili direttamente correlate alla tenuta anagrafica di una comunità.
I paesi galluresi più vecchi.
Tuttavia, anche in questo scenario di relativo ottimismo, non mancano le cosiddette “isole d’argento”, zone in cui il peso degli anni inizia a farsi sentire in modo più marcato, specialmente laddove la densità demografica è minore. È il caso di Bortigiadas, che con una media di 52,64 anni guida la classifica dei comuni più anziani del territorio, seguita da Aglientu a quota 52,02 e Oschiri con 51,58 anni. Nonostante queste criticità puntuali, la Gallura nel suo complesso riesce a smarcarsi dal trend regionale, proponendosi come la frontiera più dinamica e promettente della Sardegna. In un’isola che invecchia, il nord-est si attesta dunque come l’unico vero presidio capace di rallentare un processo che appare globale, confermando che il futuro demografico della regione passa necessariamente attraverso la capacità di rigenerazione urbana e sociale di cui questo territorio si è fatto portavoce.
