In aula il presunto omicida di Davide Unida.
Fabio Malu, l’uomo accusato di aver ucciso il compaesano Davide Unida a Luras è comparso davanti alla Corte d’Assise del Tribunale di Sassari. L’uomo, nel ricostruire la verità sulla morte del suo rivale, avvenuta nel luglio del 2023, si è mostrato dispiaciuto e ha chiesto scusa ai famigliari della vittima e ai suoi. Il 32enne è accusato di aver colpito il 38enne con un tubo di aspirapolvere in acciaio provocando ferite gravissime che hanno portato la morte di Unida dopo quattro giorni.
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La ricostruzione del killer.
L’accusa formulata davanti alla corte è di omicidio volontario aggravato da futili motivi. Durante l’esame condotto dal suo difensore Malu ha ripercorso un legame che affondava le radici nell’infanzia, interrottosi bruscamente anni fa a causa di un presunto furto subito dall’ex amico, vittima dell’omicidio. L’imputato si era infatti convinto che Unida gli avesse sottratto lo stipendio appena incassato. Questo episodio è stato vissuto come un tradimento insanabile che aveva dato il via a una lunga spirale di dissidi, denunce incrociate e reciproci dispetti.
La difesa.
La difesa ha insistito su un clima di costante tensione, citando minacce subite da Malu nel tempo, incluso un presunto tentativo di investimento da parte di Unida. In merito al giorno del tragico scontro in via Nazionale, il 32enne ha sostenuto di essersi armato con il tubo di un aspirapolvere recuperato da un cassonetto solo per timore, sostenendo che la vittima impugnasse un’ascia e fosse in uno stato di agitazione mai visto prima. L’intento, secondo questa versione, non era quello di uccidere ma di indurre l’altro a posare l’arma. Secondo l’imputato lui avrebbe reagito per legittima difesa vedendo minacciata la propria vita.
L’accusa.
La ricostruzione dell’imputato è stata però fermamente contestata dal pm Alessandro Bosco, convinto della natura volontaria dei colpi inferti alla testa. Malu ha negato con decisione la volontà di colpire zone vitali, ribadendo di aver mirato esclusivamente a disarmare il contendente. Nel corso dell’udienza è intervenuto anche il legale di parte civile Sergio Milia, che ha presentato una querela sporta in passato dalla madre di Unida. Il documento descriveva un episodio in cui Malu si sarebbe presentato sotto la loro abitazione armato di bastone e proferendo minacce di morte, circostanza che l’imputato ha tuttavia smentito categoricamente davanti ai giudici. La sentenza è attesa per il prossimo 7 luglio.
