Paura nel carcere di Tempio, detenuto minaccia poliziotto con una lama

L’aggressione nel carcere di Tempio Pausania.

Una protesta animata e rumorosa che sarebbe potuta sfociare in tragedia quella inscenata, giovedì scorso, al carcere di Tempio Pausania. Intorno a mezzogiorno i detenuti hanno manifestato, per circa mezz’ora, battendo sull’inferriata mestoli e pentole in due sezioni detentive. All’origine della contestazione, la mancata concessione riguardante i congelatori.

Durante il pomeriggio sono state inibite diverse attività, per garantire l’ordine e la sicurezza, mentre in serata, tra le 17:30 e le 18, un detenuto, appartenente alla criminalità organizzata pugliese, ha chiesto, con una scusa, di gettare la spazzatura. Istanza accettata, visto il caldo e la relativa puzza che si sprigiona dall’umido. Una volta uscito, il balordo ha spinto il poliziotto e lo ha successivamente aggredito, facendosi consegnare le chiavi della sezione puntandogli contro una lama rudimentale, da lui stesso realizzata. Rapido l’intervento di un altro agente, anch’esso minacciato di non muoversi.

A questo punto il detenuto ha chiesto di poter parlare con il magistrato di sorveglianza e il garante dei detenuti. Concesso di parlare con il comandante, la protesta del detenuto si è risolta pacificamente, anche per il tempestivo intervento di altri poliziotti, che nel frattempo sono riusciti a farsi consegnare la lama e placare la sua ira. Nel corso della protesta del singolo, tutti i detenuti in regime di alta sicurezza, rimasti chiusi in cella, si sono dissociati dal gesto e hanno altresì provato a calmarlo.

Sulla vicenda ha preso posizione Luca Abis, segretario provinciale dell’Osapp per Tempio-Olbia: “A Tempio stiamo lavorando in una situazione particolare non essendoci un direttore titolare fisso che viene, quando possibile, 3 volte la settimana, avendo la reggenza di un altro istituto. Stesso discorso per la comandante di reparto titolare, spostata a comandare la casa circondariale di Bancali. Entrambi si dividono 3 giorni a Tempio e altri 3 giorni a Sassari. I problemi nel carcere gallurese stanno aumentando, nonostante vi sia un diverso tipo di detenuti. Questo perché nell’ultimo anno sono stati spostati reclusi che creavano problemi di ordine e sicurezza“.

Il detenuto dovrà rispondere di accuse pesantissime, che variano dal sequestro di persona alla minaccia a mano armata. Nel frattempo prosegue la battaglia sindacale per chiedere un direttore in pianta stabile 6 giorni su 7, con comandanti e reggenza in loco.

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