La Cgil Gallura è intervenuta sulla situazione della sicurezza a Olbia.
La CGIL Gallura sottolinea la necessità di affrontare il tema della sicurezza a Olbia attraverso un confronto serio e responsabile tra istituzioni, forze sociali e cittadini, evitando retoriche emergenziali. “Proprio per questo è necessario evitare che il tema venga affrontato attraverso la retorica dell’emergenza, le semplificazioni o la contrapposizione tra comunità. La paura e la percezione di insicurezza sono fenomeni reali, che devono essere ascoltati e affrontati, ma non possono diventare strumenti di propaganda o alimentare divisioni e sfiducia”, è intervenuta la Cgil sulla situazione in città dopo l’aggressione in un ristorante.
Per rispondere nell’immediato, l’organizzazione individua alcune azioni prioritarie. ”Occorre rafforzare il presidio nelle aree maggiormente interessate da situazioni di criticità, attraverso un coordinamento più stretto tra Comune, Prefettura, Forze dell’ordine e Polizia locale, con particolare attenzione alle fasce orarie e ai luoghi maggiormente esposti. Per garantire un presidio efficace servono però anche organici adeguati, strumenti, formazione e condizioni di lavoro dignitose per le lavoratrici e i lavoratori impegnati quotidianamente nella sicurezza”, è una delle richieste della CGIL Gallura, che ritiene che affidare alle sole forze dell’ordine la gestione di fenomeni che presentano spesso anche una forte componente sociale significherebbe non affrontarne le cause e rendere ancora più complesso il loro lavoro.
Le richieste.
Oltre alla vivibilità quotidiana, la CGIL Gallura richiama l’attenzione sul contrasto alla criminalità organizzata e alle infiltrazioni mafiose nell’economia locale, favorita da importanti flussi finanziari nei settori del turismo, dell’edilizia e del commercio. La risposta al rischio di riciclaggio, usura e alterazione della concorrenza deve fondarsi su prevenzione, intelligence economico-finanziaria, trasparenza negli appalti e tutela dei diritti del lavoro contro lo sfruttamento e il lavoro nero.
”La sicurezza passa anche dalla qualità degli spazi urbani – dichiara Danilo Deiana (segretario generale CGIL Provinciale Olbia-Tempio) -. È necessario intervenire nelle aree più esposte garantendo illuminazione adeguata, manutenzione, pulizia e cura degli spazi pubblici, con particolare attenzione alle situazioni di degrado. Un territorio abbandonato o poco curato può alimentare la percezione di insicurezza e favorire processi di marginalizzazione. La riqualificazione urbana deve quindi essere parte integrante delle politiche di prevenzione”.
In questa visione, l’inasprimento delle sanzioni penali o il ricorso a soluzioni simboliche non vengono considerati risolutivi, poiché rischiano solo di appesantire il sistema giudiziario. “La prevenzione passa anche dalla capacità di offrire alternative concrete alla marginalità. Olbia ha bisogno di spazi di aggregazione, attività culturali e sportive, opportunità formative e lavorative e politiche capaci di contrastare l’esclusione sociale. Il lavoro dignitoso, il diritto alla casa, l’accesso ai servizi e la possibilità per i giovani di costruire il proprio futuro sono strumenti fondamentali per una comunità più coesa e sicura”, dichiara ancora.
Un tavolo permanente.
La CGIL Gallura considera prioritaria l’istituzione rapida di un tavolo permanente sulla sicurezza e sulla vivibilità urbana, esteso a istituzioni, sindacati, associazioni, commercio e cittadini, per analizzare criticità, stabilire priorità e valutare i risultati. Oltre alla vivibilità quotidiana, l’attenzione deve restare alta sul contrasto alla criminalità organizzata e al rischio di infiltrazioni nell’economia sana, in settori chiave come turismo, edilizia e appalti pubblici. Per prevenire riciclaggio, usura e concorrenza sleale servono controlli, trasparenza e intelligence finanziaria, ricordando che la tutela della legalità si riflette direttamente sulla qualità del lavoro e sulla lotta allo sfruttamento. Sicurezza, legalità e diritti devono progredire insiem. Il semplice inasprimento delle pene non risolve problematiche sociali complesse e rischia solo di sovraccaricare gli uffici giudiziari e le forze dell’ordine. La vera sicurezza richiede quindi investimenti strutturali, rafforzamento degli organici, servizi efficienti, politiche abitative e inclusione sociale, anziché risposte puramente simboliche.
La sicurezza democratica si fonda invece sulla coesione, sulla giustizia sociale, su servizi territoriali efficienti e su una forte presenza istituzionale capace di ricostruire il rapporto di fiducia con la cittadinanza. Il segretario generale Danilo Deiana riconferma la disponibilità del sindacato a collaborare per tradurre il dibattito in interventi concreti che integrino prevenzione, legalità, lavoro e diritti.
