Sparatoria a Cannigione, l’aggressore si difende davanti al giudice

Carabinieri Cannigione

Le indagini sulla sparatoria a Cannigione.

La tesi del colpo partito accidentalmente durante una colluttazione per difendere il proprio figlio è stata ribadita da Antonio Martinez durante le dichiarazioni spontanee rese davanti alla giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Tempio Pausania. Il 41enne, attualmente detenuto, ha espresso profondo rammarico per l’episodio avvenuto il 26 giugno scorso all’esterno di un locale a Cannigione, dove un giovane marocchino è rimasto ferito a una gamba con una prognosi superiore ai 40 giorni.

Secondo quanto riportato da La Nuova Sardegna, l’arma sarebbe stata estratta esclusivamente a scopo intimidatorio prima che l’intervento di altre persone generasse il colpo fortuito. Di parere opposto la Procura gallurese, che coordina le indagini condotte dai carabinieri del reparto territoriale di Olbia. Gli inquirenti contestano all’uomo i reati di lesioni personali gravi, aggravate dall’uso di una calibro 357 Magnum e dalla presenza del figlio minore, oltre alla pesante aggravante dell’odio razziale dovuta a presunti insulti discriminatori pronunciati prima dello sparo. Sulla base dei gravi indizi raccolti, il giudice ha disposto la custodia cautelare in carcere per l’indagato, costituitosi spontaneamente in caserma subito dopo il fatto insieme al proprio legale.

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