Un 41enne in carcere per i colpi di pistola esplosi contro un uomo a Cannigione.
Il 41enne accusato di aver esploso alcuni colpi di pistola contro un marocchino a Cannigione rischia l’aggravante per razzismo. L’episodio è avvenuto il 27 giugno quando Antonio Martinez, ora in carcere per tentato omicidio, ha ferito alle gambe con un’arma da fuoco il giovane dopo una lite. L’indagato ha spiegato di averlo fatto per difendere suo figlio.
L’interrogatorio.
Durante l’interrogatorio di garanzia, infatti, il 41enne ha tentato di ribaltare la narrazione dell’attacco xenofobo impostando una linea difensiva basata sulla fatalità e sulla protezione della famiglia. Assistito dal legale Jacopo Merlini, Martinez ha rilasciato spontanee dichiarazioni ammettendo l’errore iniziale di aver estratto la pistola (una 357 Magnum che teneva in auto), ma ha fermamente negato la volontarietà del gesto.
“Colpi accidentali”.
Secondo la sua versione, i colpi sarebbero partiti accidentalmente durante una colluttazione all’interno dell’abitacolo, mentre la vittima e un connazionale cercavano di strappargli l’arma di mano. Il 41enne ha inoltre giustificato il proprio intervento sostenendo di essere stato costretto ad agire per difendere il figlio diciassettenne, coinvolto nello scontro. Nonostante la difesa abbia richiesto la revoca del provvedimento restrittivo, per ora il giudice ha confermato la custodia in carcere.
