I furbetti della spiaggia, da Santa Teresa a Budoni la prima passeggiata sul mare dopo la quarantena. Sindaci divisi sul divieto

In spiaggia nonostante i divieti.

Con le scarpe o a piedi nudi, sfiorando il bagnasciuga o mettendosi a mollo fino alle caviglie. Perchè nulla è meglio di una passeggiata in spiaggia come segno di liberazione dalla quarantena e come gesto di buon auspicio per questa fase 2. In tanti si sono precipitati sugli arenili da San Teodoro a Budoni. Un po’ guardinghi, visto che l’ordinanza regionale lo vieta, un po’ facendo finta di niente.

Ma le segnalazioni sono arrivate a decine. E le foto hanno fatto il giro del web. Un passaggio molto controverso quello dell’ordinanza numero 2 del presidente della Regione Cristian Solinas, che consente gli sport individuali tipicamente acquatici, quali la pesca, la vela o il surf, ma che contestualmente impedisce l’accesso al mare dalle spiagge.

“Oggi mi sono state presentate diverse immagini di persone che prendevano il sole o passeggiavano nelle nostre spiagge – ha tuonato il sindaco di Olbia Settimo Nizzi –. Ma in spiaggia non si può andare e in un modo o nell’altro riusciremo a beccare questi individui che fanno i furbi”. Il sindaco ha deciso di utilizzare il pugno di ferro contro chi si reca in spiaggia contravvenendo il divieto.

“Io per primo avrei voluto riaprirle, ma fino al 17 maggio gli arenili rimangono off limits – conclude il sindaco di Olbia -. La speranza è che in questo periodo i contagi siano sempre meno e che le spiagge possano essere riaperte, intanto, come Comune di Olbia, stiamo provvedendo a pulirle”.

È tanta, però, la voglia di respirare l’aria di mare, oltre a quella della ritrovata libertà. E sull’obbligo di tenere le spiagge chiuse non tutti la pensano allo stesso modo. Il primo cittadino di San Teodoro, Domenico Mannironi, ha dichiarato: “Le nostre spiagge sono i nostri parchi e ritengo sotto il profilo sanitario molto importante che i cittadini di San Teodoro possano usufruire di questi spazi, sempre in sicurezza”.

Un’affermazione che fa il paio con quella del sindaco di Sant’Antioco, Ignazio Locci, che in una nota ha scritto, “Il divieto imposto dall”ordinanza del presidente Christian Solinas, all’art. 26, sull’accesso alle spiagge è da intendersi come divieto alla sosta, non al transito sull’arenile. Lo stesso articolo, infatti, specifica che nelle spiagge è possibile svolgere le attività consentite dalla medesima ordinanza, quindi passeggiate e attività motoria”.

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