Una volpe rischia di morire in una trappola di un bracconiere, salvata dalla forestale

Il personale della stazione forestale di Villacidro, durante un servizio di perlustrazione nella zona di Sa Spendula, ha trovato una volpe che si dimenava nel disperato tentativo di liberarsi da un laccio d’acciaio fissato a una recinzione.

La trappola che stringeva il collo del povero animale era stata piazzata in un varco della recinzione per catturare la selvaggina obbligata ad attraversarlo. L’intervento della pattuglia forestale è stato talmente tempestivo che lo splendido esemplare adulto non ha riportato ferite e, appena liberato, si è dileguato nel bosco.

La pratica del bracconaggio con l’uso dei lacci costituisce un reato che è punito dalle leggi di tutela della fauna con un’ammenda sino a 1.500 euro e prevede sino ai due anni di reclusione per chi causa la morte di un animale per crudeltà e senza necessità.

Il bracconaggio con strumenti di cattura non consentiti (lacci, tagliole e tubi-fucile) è una pratica purtroppo ancora diffusa in Sardegna e fortemente contrastata dall’azione del Corpo forestale attraverso il presidio del territorio e la repressione delle attività illegali.

Il Corpo forestale raccomanda ai cittadini, che dovessero imbattersi in queste trappole, di segnalarne immediatamente la presenza al numero di emergenza ambientale 1515, fornendo ogni indicazione utile a individuarle, anche utilizzando le moderne tecnologie per rilevare e trasmettere la loro geolocalizzazione, e consentire cosi un intervento ancora più tempestivo ed efficace.

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