Il coronavirus paralizza anche le compravendite immobiliari, prospettive grigie per il mercato di Olbia e della Gallura

Le prospettive sull’andamento futuro.

I mesi avvenire non saranno dei più rosei per il mercato immobiliare sardo, anch’esso fortemente colpito e chiamato a fare i conti con l’attuale emergenza sanitaria causata dalla diffusione pandemica del coronavirus. Se a livello nazionale l’istituto di ricerca Nomisma ha previsto, per l’anno in corso, una perdita tra i 9 e 22 miliardi di euro di fatturato nel settore residenziale, con una registrazione di compravendite in meno che oscilla da 50 mila a 120 mila, rispetto alle 650 mila previste prima della diffusione del virus, in Sardegna, e nello specifico a Olbia e in Gallura, è ancora presto per un focus che fotografi alla perfezione l’evoluzione del mercato immobiliare.

La sensazione però, è  quella di una situazione drammatica e di declino del volume d’affari, dovuti ad incertezza e a mancanza di lavoro “sul campo”. Infatti, anche il mercato real estate sta subendo danni e conseguenze derivanti dalle prescrizioni restrittive dettate dal Governo per contenere la propagazione del virus. Nessuna visita agli immobili con i clienti, nessun sopralluogo per acquisirne di nuovi, nessuna proposta da sottoporre ai proprietari, e le pratiche avviate prima dell’emergenza sono rimandate a data da destinarsi, in quanto chiusi anche gli studi notarili. “Nel mercato residenziale, le richieste sono in stand-by fino a quando non si vedrà l’uscita dal tunnel”, afferma Susanna Murru, presidente provinciale della Fiaip, la federazione italiana agenti immobiliari professionali.

“Per quanto riguarda invece il turismo, che interessa sopratutto il nord Sardegna, si registrano molte disdette di prenotazioni e non si intravede una prospettiva di grande afflusso di persone a luglio e ad agosto. Per le seconde case, sopratutto, non ci sarà una grande richiesta al momento, perché la situazione di incertezza non invoglia il turista ad acquistare, ne in Sardegna, ne altrove”, prosegue. 

In questo momento di crisi e di forte incertezza su come si evolverà il mercato nei prossimi mesi si prevede, poi, un conseguente abbassamento dei prezzi degli immobili in conseguenza al crollo delle compravendite, visto, al momento, come unica leva sul quale far forza per rimettere in moto la macchina produttiva. “Secondo me ci sarà un’abbassamento dei prezzi, perché per chi ha necessità di vendere questo è l’unico impulso che possa invogliare un futuro acquirente ad investire nell’immobile. Purtroppo questa è la situazione”, conclude.

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