Cresce l’artigianato in Gallura.
È il nord Sardegna, in particolare l’area Sassari-Gallura, a guidare la crescita dell’artigianato regionale nel 2025. Qui le imprese registrate sono salite a 12.270 unità grazie a 835 nuove aperture e 699 chiusure, con un saldo positivo di +136 e un incremento dell’1,12%. Un risultato che colloca il territorio tra i più dinamici a livello nazionale e che contribuisce al buon andamento complessivo dell’isola. Nel complesso la Sardegna chiude l’anno con un segno positivo e si posiziona al terzo posto in Italia per crescita del comparto artigiano, dietro Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia. Il dato conferma la forte incidenza del settore nell’economia regionale, dove una impresa su cinque appartiene all’artigianato. È quanto emerge dall’analisi sulla “Demografia delle imprese artigiane sarde del 2025” elaborata dall’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Sardegna sui dati Movimprese-UnionCamere.
Le parole del presidente di Confartigianato Sardegna.
Il bilancio tra aperture e chiusure delle micro, piccole e medie imprese artigiane si è chiuso con un aumento dello 0,55%. Le nuove iscrizioni sono state 2.049 a fronte di 1.862 cessazioni, per un saldo positivo di 187 attività. Un risultato nettamente migliore rispetto al 2024, quando la crescita si era fermata allo 0,10%. Alla fine dell’anno lo stock regionale sfiora le 34mila imprese attive.
“I dati del 2025 confermano come l’artigianato sardo regga e continui a essere un pilastro del nostro tessuto produttivo – commenta Giacomo Meloni, presidente di Confartigianato Sardegna – in un panorama nazionale di imprese che continuano a diminuire e in una fase economica complessa, dimostriamo come nell’Isola si possa fare buona impresa e contribuendo in maniera significativa alla crescita del Pil”. Il presidente osserva tuttavia che la vivacità del sistema convive con criticità strutturali: “Allo stesso tempo, il numero sempre consistente di aperture e chiusure ci dice come ancora troppe imprese fatichino a consolidarsi nel tempo: è qui che si gioca la sfida del ricambio generazionale e del sostegno a chi sceglie di fare impresa”.
I dati nelle altre province della Sardegna.
Guardando alle altre province, il quadro appare differenziato. A Cagliari le microimprese artigiane registrate sono 12.433, ma il saldo tra 695 aperture e 722 chiusure resta negativo, con una flessione dello 0,21% rispetto all’anno precedente. Segno positivo invece a Nuoro, dove le imprese sono salite a 6.797 unità grazie a 369 nuove iscrizioni e 317 cancellazioni, con una crescita dello 0,77%. Anche Oristano mostra un andamento favorevole: su 2.358 attività si contano 150 aperture e 124 chiusure, per un saldo di +26 e un incremento dell’1,11%.
Il territorio di Sassari e della Gallura guida l’artigianato in Sardegna.
Nel confronto nazionale, proprio Sassari-Gallura e Oristano entrano nella top ten delle province italiane per tasso di crescita dell’artigianato, collocandosi rispettivamente al quarto e al quinto posto. Un segnale che evidenzia la vitalità di ampie aree della Sardegna. “Inoltre, le politiche adottate negli ultimi anni, come la Legge 949 per l’artigianato, che ha generato un significativo effetto moltiplicatore sugli investimenti del settore e sull’intera economia sarda ò sottolinea il presidente – hanno avuto un ruolo decisivo. Per questo è opportuno proseguire su questa strada, con l’obiettivo di ampliare e rafforzare gli strumenti a sostegno delle imprese artigiane, così da aiutarle ad affrontare le fasi più delicate e costruire prospettive di sviluppo stabile”.
La buona tenuta dell’intero sistema produttivo sardo.
L’analisi regionale evidenzia anche la buona tenuta dell’intero sistema produttivo sardo. Nel 2025 il saldo complessivo delle imprese è stato positivo per 1.521 unità, con una crescita dello stock pari allo 0,92%, valore superiore al +0,24% registrato nel 2024. Nelle classifiche nazionali la Sardegna si colloca al settimo posto per sviluppo complessivo e al terzo per l’artigianato. Il risultato è legato soprattutto alla marcata riduzione delle cessazioni, interpretata come segnale di maggiore resilienza del tessuto economico. Alla fine del 2025 le imprese registrate nell’Isola sono 166.197, di cui 33.858 artigiane.
I comparti più vivaci.
L’Ufficio Studi di Confartigianato ha inoltre esaminato i comparti che hanno trainato la crescita nel quinquennio 2019-2024, individuando un forte dinamismo nei settori legati alla doppia transizione digitale e green. Tra i comparti più vivaci emerge l’abitare sostenibile, con i lavori di costruzione specializzati in aumento di 451 unità (+6%) e i servizi per edifici e paesaggio cresciuti di 113 imprese (+9,5%). Buone performance anche per il benessere della persona, che registra un incremento di 402 attività (+2,1%). In espansione pure il comparto dei trasporti, con il trasporto marittimo e per vie d’acqua in forte crescita (+121,4%) e il magazzinaggio in aumento del 21,1%. Il digitale continua a mostrare segnali positivi, in particolare nelle attività di software e servizi informatici.
Un rafforzamento dell’artigianato più strutturato.
Nel periodo 2019-2024 si osserva anche un rafforzamento dell’artigianato più strutturato. Le società di capitali rappresentano infatti l’unica forma giuridica in aumento e mostrano una dimensione media di 5,8 addetti per impresa, superiore alla media generale del comparto che si ferma a 2,4 addetti. Confartigianato Sardegna sottolinea infine come le micro e piccole imprese, grazie alla loro flessibilità, continuino a rappresentare uno dei principali motori economici regionali e nazionali. Proprio per questo, conclude l’associazione, resta fondamentale garantire strumenti di sostegno e incentivi capaci di accompagnare la crescita e rafforzare la presenza delle imprese sul mercato.
