In Gallura stop alle “barche-discoteca”, musica vietata entro 500 metri

Il divieto alle “barche-discoteca” in Gallura.

Le coste del Nord Sardegna dicono basta all’inquinamento acustico in mare. La Guardia Costiera, con una nuova ordinanza, ha dichiarato guerra al fenomeno delle “barche-discoteca”, stabilendo un limite di 500 metri dalla costa entro il quale la musica ad alto volume è severamente vietata.

L’iniziativa, promossa dal direttore marittimo Gianluca D’Agostino, copre un vasto tratto di litorale che va da Alghero a Cala Goloritzé, inclusi i celebri tratti della Gallura, da Olbia a La Maddalena, passando per le esclusive località di Porto Cervo e Porto Rotondo. L’obiettivo non è spegnere il divertimento, ma renderlo “equo, consapevole e responsabile“. Le ragioni dietro questa stretta sono principalmente tre.

Sicurezza prima di tutto.

Il rumore assordante può mettere a rischio la vita in mare. La musica a tutto volume copre i segnali di emergenza, le sirene delle altre imbarcazioni e le richieste di soccorso. Come sottolinea la stessa Direzione marittima, “navigare in sicurezza significa anche saper ascoltare”, un principio che il volume alto rende impossibile.

Tutela ambientale.

Il mare non è solo un luogo di svago, ma un ecosistema delicato. L’inquinamento acustico ha un impatto diretto sulla fauna marina, disturbando il suo equilibrio e il suo habitat naturale. L’ordinanza mira a proteggere pesci e mammiferi marini da un’invasione sonora sempre più aggressiva.

Rispetto per il vivere civile.

Le “mini discoteche” galleggianti, oltre a creare pericoli, minacciano la quiete di chi cerca solo un po’ di relax. L’ordinanza interviene per tutelare il diritto di tutti a godersi il mare in tranquillità, sia in spiaggia che a bordo di altre imbarcazioni, senza essere costretti a subire il frastuono altrui.

L’ordinanza non vieta la musica, ma impone il buonsenso. Il volume deve essere tenuto rigorosamente basso, a un livello tale da non arrecare disturbo. Le sanzioni per i trasgressori sono salate, con multe che possono arrivare a migliaia di euro. Un segnale chiaro: la festa in mare è ben accetta, purché rispetti il mare stesso e chi lo vive.

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