I tagli al personale nelle scuole della Gallura.
La previsione di una riduzione di 133 posti di collaboratore scolastico per l’anno scolastico 2026/2027 ha acceso l’attenzione della Cisl Scuola Sardegna, che nel corso dell’informativa regionale dell’Ufficio scolastico ha manifestato una posizione di contrarietà rispetto ai criteri utilizzati per la definizione degli organici Ata, con ricadute che interesserebbero anche l’area della Gallura. Il sindacato ritiene che i parametri adottati dal Ministero non rispecchino in modo adeguato le condizioni reali del sistema scolastico sardo e possano determinare conseguenze rilevanti soprattutto nelle zone interne e nei territori considerati più fragili dell’isola.
Nel corso del confronto è emerso come, secondo la Cisl, l’impostazione attuale non tenga conto di diversi elementi strutturali che caratterizzano la Sardegna, tra cui la presenza diffusa di plessi, sedi distaccate e istituti distribuiti su aree molto estese. In questo contesto la segretaria generale della Cisl Scuola Sardegna, Giovanna Fadda, ha spiegato che “i criteri adottati si basano quasi esclusivamente sul numero degli studenti e non considerano la particolare conformazione della rete scolastica sarda, caratterizzata da numerosi plessi, sedi distaccate e istituti distribuiti in territori molto ampi”.
Secondo la posizione sindacale, tale impostazione finirebbe per incidere in modo non omogeneo rispetto ad altre regioni, trascurando aspetti ritenuti centrali come le distanze tra le sedi scolastiche, la dispersione territoriale, la complessità gestionale degli edifici e la necessità di assicurare la presenza dei servizi anche nei centri più piccoli. La Cisl Scuola Sardegna richiama inoltre l’attenzione sul ruolo svolto quotidianamente dai collaboratori scolastici, sottolineando come le attività di vigilanza, accoglienza, supporto e sicurezza rappresentino elementi fondamentali per il funzionamento degli istituti. In questa prospettiva Giovanna Fadda ha affermato che “i plessi scolastici restano aperti e i servizi devono essere garantiti. I collaboratori scolastici ogni giorno garantiscono vigilanza, sicurezza, accoglienza e supporto agli alunni. Ridurre ulteriormente il numero significa mettere in difficoltà il funzionamento quotidiano delle scuole”.
Un ulteriore punto di dissenso riguarda l’ipotesi di una riduzione del fabbisogno negli istituti secondari di secondo grado, considerata dal sindacato non adeguata alle esigenze operative delle scuole. In merito la segretaria ha sottolineato che “ogni scuola necessita di un presidio costante e qualificato e in Sardegna questo ruolo diventa ancora più importante proprio per le peculiarità del territorio”.
Alla luce di queste criticità la Cisl Scuola Sardegna ha chiesto l’attivazione di un confronto tecnico con il Ministero dell’Istruzione e del Merito, finalizzato alla revisione dei criteri di formazione degli organici Ata e all’introduzione di parametri capaci di considerare in maniera più puntuale le specificità territoriali dell’isola. La posizione finale del sindacato, espressa ancora da Giovanna Fadda, richiama la necessità di garantire stabilità e adeguate risorse al sistema scolastico. La Cisl Scuola Sardegna conferma infine la disponibilità al dialogo istituzionale, pur ribadendo che continuerà a seguire l’evoluzione della situazione e a monitorare gli effetti delle scelte organizzative sulle scuole dell’isola, con particolare attenzione alle realtà territoriali maggiormente esposte.
