Il sindaco di Golfo Aranci scrive alle presidenti del Consiglio e della Regione per le nuove regole sugli appalti dei piccoli comuni. “L’entrata in vigore del D.Lgs. 36/2023 e il nuovo sistema di qualificazione delle stazioni appaltanti stanno determinando, per i piccoli Comuni sardi, una vera e propria emergenza istituzionale – si legge in una nota -. È il caso di Golfo Aranci, che pur potendo contare su un know-how amministrativo consolidato negli anni, si trova oggi privo delle risorse tecniche e organizzative necessarie a raggiungere in autonomia le soglie di qualificazione previste dalla normativa. Il risultato è una condizione paradossale: Comuni che hanno sempre garantito funzionalità e tempestività dell’azione amministrativa si vedono oggi costretti a dipendere da stazioni appaltanti terze, a loro volta spesso sottodimensionate, con il concreto rischio di rallentare — se non compromettere — interventi finanziati con risorse pubbliche vincolate a precisi cronoprogrammi di spesa, come fondi regionali e mutui”.
L’appello alle istituzioni
“Il pericolo è quello di non vedere mai realizzate opere pubbliche fondamentali per lo sviluppo economico dei nostri territori, anche già finanziate.Non si tratta di una questione meramente tecnico-burocratica, ma di un tema che investe direttamente il principio costituzionale di autonomia degli enti locali. Un sistema di qualificazione pensato per realtà di ben altre dimensioni rischia infatti di svuotare nella sostanza un principio che rimarrebbe, altrimenti, solo formale. Per questi motivi il Sindaco di Golfo Aranci Giuseppe Fasolino ha scritto alla Presidente del Consiglio Meloni e alla Presidente della Regione Todde, all’ANAC, ANCI e agli assessorati regionali ai Lavori Pubblici ed Enti locali”.
“Al Governo chiede un intervento normativo che adegui il sistema di qualificazione delle stazioni appaltanti alle reali capacità amministrative dei piccoli Comuni, evitando che la rigidità delle soglie introdotte dal D.Lgs. 36/2023 si traduca in un blocco di fatto della capacità di spesa e di investimento di territori già penalizzati da fattori strutturali di marginalità. Parallelamente, si chiede alla Regione Sardegna di attivarsi affinché vengano messi a disposizione dei Comuni sardi privi di qualifica strumenti concreti di supporto tecnico-amministrativo: una centrale di committenza regionale realmente accessibile ed efficiente, oppure percorsi di accompagnamento alla qualificazione, che consentano di superare l’attuale situazione di stallo senza dover rinunciare alla gestione diretta e tempestiva degli interventi finanziati”.
“Si confida che il Governo e la Regione vogliano raccogliere questo appello con la sensibilità che la questione merita, restituendo ai piccoli Comuni sardi la possibilità concreta di esercitare la propria autonomia amministrativa, senza che la stessa resti un principio meramente formale, svuotato nella sostanza da un sistema di qualificazione pensato per realtà di ben altre dimensioni”.
