Berchidda dice no ai nuovi vincoli ambientali delle Zps
Il Comune di Berchidda si oppone alla Regione sui vincoli ambientali con l’ampliamento delle Zone di Protezione Speciale (Zps). Operazione che interesserebbe ben 7.897 ettari del territorio comunale. L’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Andrea Nieddu, ha approvato un apposito atto di indirizzo per esprimere la propria netta contrarietà a qualsiasi imposizione calata dall’alto e priva di un reale confronto preventivo con la comunità locale.
La misura regionale rientra in un più ampio processo di consultazione pubblica legato alle direttive dell’Unione Europea, le quali mirano a portare al 30% i territori comunitari sottoposti a tutele speciali, di cui una quota del 10% destinata a regimi di salvaguardia ancora più rigidi. Nel complesso, l’iniziativa coinvolge circa 72 mila ettari in tutta la Sardegna. Tuttavia, il primo cittadino di Berchidda contesta aspramente il metodo adottato, evidenziando il forte legame storico della comunità con la cura e la custodia attiva del paesaggio.
Il sindaco Andrea Nieddu
“Il motivo per il quale la Giunta ha deliberato un atto di indirizzo che esprime la contrarietà dell’amministrazione comunale alle condizioni date a qualsiasi vincolo che sia calato dall’alto e che non sia condiviso con l’amministrazione comunale e la popolazione locale deriva dal fatto che abbiamo necessità di ulteriori chiarimenti e precisazioni”. Così il sindaco di Berchidda, Andrea Nieddu.
Le perplessità del Comune non riguardano soltanto il metodo politico, ma toccano aspetti tecnici e amministrativi di primaria importanza per l’economia locale. Su una superficie totale di 202 chilometri quadrati che colloca Berchidda al diciannovesimo posto per estensione tra i comuni sardi. L’amministrazione chiede di verificare se i quasi 7.900 ettari proposti vadano a sovrapporsi integralmente ai Siti di Interesse Comunitario (SIC) già esistenti senza introdurre ulteriori restrizioni.
Possibili problemi per l’edilizia
Il timore e è che i nuovi vincoli possano tradursi in un pesante aggravio procedimentale per le attività edilizie e per la realizzazione di fabbricati rurali. A tal proposito, il sindaco Andrea Nieddu ha dichiarato in modo esplicito:
“Laddove questi ulteriori e nuovi vincoli dovessero esserci è importante chiarire sul piano tecnico e amministrativo se costituiscano un aggravio procedimentale per le pratiche di natura edilizia. O semplicemente per la costruzione di fabbricati ad uso agricolo e destinati alle imprese che operano nel nostro territorio. Nei settori più disparati, dalla vocazione agropastorale e zootecnica a quella oggi prevalente vitivinicola e olivicola”.
A rafforzare la linea dell’esecutivo comunale interviene anche il delegato all’ambiente, Massimo Apeddu, che ribadisce la ferma opposizione dell’ente pur aprendo al dialogo con gli attori del comparto produttivo. Sulla questione, Apeddu ha dichiarato:
“E’ in atto una consultazione regionale per quanto riguarda i nuovi territori riguardanti lo ZPS inseriti nel progetto Natura 2000. Il Sindaco e la Giunta hanno già espresso la loro contrarietà a nuovi vincoli. Io, come delegato all’ambiente, rafforzo questa posizione. Cercheremo di lavorare insieme alla Regione e anche agli operatori agricoli del territorio per valutare eventuali vantaggi e svantaggi”.
Il territorio berchiddese, fortemente vocato all’agricoltura, alla zootecnia e alle eccellenze vitivinicole e olivicole, rivendica dunque il ruolo centrale dell’uomo quale custode e motore dello sviluppo rurale, opponendosi a politiche di tutela ambientale che rischiano di penalizzare le imprese e i cittadini locali.
