Adottare un cane dal canile a Natale, le domande da farsi prima

Perché lo scorso Natale l’Enpa ha sospeso gli affidi e che cosa aspettarsi davvero dalle prime settimane in casa

Chi pensa di andare in canile a scegliere un cane nei giorni delle feste potrebbe trovare gli affidi sospesi, come è successo lo scorso Natale nelle strutture dell’Enpa. A dicembre, in un comunicato dell’Enpa sull’aumento delle cessioni di animali sotto Natale, l’associazione ha ricordato che durante le vacanze natalizie non dà i cani in affido e ha invitato chi desidera adottare a frequentare i rifugi come volontario, così da conoscere con calma l’animale che vorrebbe accogliere.

La decisione può sembrare strana proprio nel periodo in cui le richieste aumentano, eppure segue una logica che vale anche per chi si rivolge ad altre strutture. Fra parenti in visita, cene lunghe e botti di Capodanno, le settimane di fine anno somigliano poco alla vita normale di una casa, mentre un cane appena arrivato ha bisogno proprio di quella, con orari stabili e poca confusione intorno. Prima di firmare il modulo di adozione, quindi, è utile chiedersi come andranno davvero le prime settimane.

Le prime notti di un cane uscito dal box

Nel rifugio il cane sembrava tranquillo, si lasciava accarezzare dai volontari e seguiva il guinzaglio senza tirare, e viene naturale aspettarsi di ritrovarlo uguale sul tappeto del soggiorno. A casa, invece, può passare la prima sera ad annusare ogni angolo, rifiutare la ciotola o piangere davanti a una porta chiusa, perché tutto ciò che conosceva è rimasto in canile, compresi gli odori e le voci. Per questo nei primi giorni qualcuno dovrebbe restare in casa con lui.

Lo stesso spaesamento può farsi sentire nei bisogni. Un cane che ha vissuto a lungo in un box non sempre ha imparato a trattenersi fino all’uscita, e l’emozione del cambiamento può riportare qualche incidente perfino in un adulto educato, di solito vicino alla porta, nell’angolo dove dorme oppure di notte. Sgridarlo serve a poco, dal momento che rischia solo di insegnargli a nascondersi, mentre aiutano le uscite regolari dopo i pasti e dopo il sonno e una pulizia accurata, che tolga l’odore e non lo richiami nello stesso punto. Nel frattempo conviene proteggere i punti in cui il cane passa più tempo, la cuccia e il tratto di pavimento davanti alla porta, con coperture che si possano lavare e spostare finché non si capiscono le sue abitudini. Fra le realtà che se ne occupano si può citare, ad esempio, Baupad.it, marchio di tappetini lavabili per cani.

Quanto ci mette un cane adulto a fidarsi di una famiglia nuova

Una delle immagini più care a chi adotta è quella del cane riconoscente, che capisce di essere stato salvato e si affeziona dalla prima sera. Nella realtà ci vuole più pazienza, tanto che volontari ed educatori citano spesso una regola empirica, tre giorni, tre settimane, tre mesi, per indicare il tempo che serve a superare lo spaesamento, a imparare la routine della casa e infine a sentirsi parte della famiglia.

Il Natale visto dall’altezza di un cane appena arrivato

Nei giorni di festa la casa cambia faccia, e il cane nuovo finisce facilmente al centro dell’attenzione, con i bambini intorno e i parenti che vogliono coccolarlo a turno. Per un animale che non ha ancora preso le misure dell’ambiente, una tavola lunga, il campanello che suona di continuo e tante mani sconosciute possono essere troppo, al punto che a volte si infila sotto un mobile o ringhia a chi insiste.

Poi arriva Capodanno, e i botti spaventano anche molti cani che vivono in famiglia da anni. Uno arrivato da pochi giorni non ha ancora un posto sicuro dove rifugiarsi né una persona di cui fidarsi del tutto, e può tentare la fuga da un cancello lasciato aperto. Chi ha già incontrato in rifugio il cane che vorrebbe può continuare a fargli visita durante le feste, dove la struttura lo consente, e fissare il giorno del ritiro dopo l’Epifania, quando in casa tornano il silenzio e gli orari di sempre.

Domande Frequenti (FAQ)

Quali documenti servono per adottare un cane da un canile in Italia e il microchip va fatto dopo?

Di solito basta un documento d’identità con il codice fiscale, insieme al modulo di adozione che il canile fa firmare e che in alcune strutture è preceduto da un colloquio o da una visita a casa. Il cane esce già identificato con il microchip, che per legge è obbligatorio, e l’iscrizione all’anagrafe canina passa a nome di chi lo adotta.

Quanto costa adottare un cane dal canile e quali spese bisogna mettere in conto dopo?

Nei canili comunali l’adozione spesso non costa nulla, mentre le associazioni possono chiedere un contributo o una donazione, che cambia da una struttura all’altra. Le spese vere arrivano nei mesi successivi, fra cibo, antiparassitari, richiami dei vaccini e visite dal veterinario, a cui si sommano le cure impreviste.

Per chi adotta per la prima volta è meglio un cane adulto o un cucciolo dal canile?

Dipende dal tempo a disposizione e dal ritmo della famiglia. Un adulto ha un carattere già formato, che i volontari conoscono e sanno descrivere, ed è spesso abituato al guinzaglio e alla vita in casa, al punto da risultare la scelta più semplice per chi ha poco tempo o per una persona anziana. Il cucciolo chiede mesi di educazione e una presenza costante, e la sua indole da adulto resta in parte da scoprire.

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