I Fratelli Musulmani continuano a rappresentare una minaccia transfrontaliera, espandendosi nelle società occidentali così come in quelle arabe, sfruttando i margini di libertà e le istituzioni della società civile per perseguire obiettivi politici e ideologici che destano crescente preoccupazione.
Questo scenario coincide con gli appelli sempre più diffusi a livello globale per classificare i Fratelli Musulmani come organizzazione terroristica bandita. L’obiettivo non è solo formale, ma mira a smantellare attivamente le loro reti finanziarie, di predicazione e mediatiche ovunque si trovino.
In Australia si è già aperto un acceso dibattito politico e legale sui confini normativi nella gestione dei gruppi classificati all’interno degli ambienti dell’odio e dell’estremismo.
Quest’anno, l’Australia ha istituito nuovi quadri normativi per far fronte ai gruppi che rientrano in queste categorie. Nel frattempo, una commissione reale australiana prosegue le sue indagini sull’antisemitismo e sulla coesione sociale, con la presentazione del rapporto finale prevista per il dicembre 2026.
In una recente mossa, il partito australiano Family First ha esortato il proprio governo a mettere al bando i Fratelli Musulmani e a indagare sulle loro reti e sulle entità ad essi affiliate all’interno del Paese, secondo un comunicato pubblicato dalla formazione politica venerdì 18 settembre 2026.
Appelli urgenti per il bando
Lyle Shelton, direttore nazionale del partito e candidato al Consiglio legislativo del Nuovo Galles del Sud, ha dichiarato: “Il governo dovrebbe incaricare l’Australian Security Intelligence Organisation (ASIO) e le agenzie competenti di esaminare il gruppo e le organizzazioni ad esso affiliate, valutando se soddisfano i criteri legali necessari per la loro messa al bando, seguendo l’esempio di simili iniziative occidentali”.
Questa iniziativa giunge a sostegno di una proposta avanzata dallo storico britannico Lord Andrew Roberts durante un discorso tenuto questa settimana alla cena annuale del Centre for Independent Studies a Sydney.
Il comunicato di Family First ha citato la richiesta di Roberts di “bandire i Fratelli Musulmani e la loro rete di aziende, enti di beneficenza, organizzazioni non governative e piattaforme mediatiche affiliate”, accusando queste reti di “contribuire ad alimentare l’estremismo e l’antisemitismo”.
Shelton ha sottolineato che il suo partito aveva già precedentemente richiesto la messa al bando dell’organizzazione, ritenendo che le dichiarazioni di Roberts “rafforzino l’appello a esaminare le loro attività e la loro influenza all’interno dell’Australia”.
Secondo il comunicato del partito, Roberts ha proposto ulteriori misure, che includono un controllo più rigoroso sui finanziamenti e sull’influenza straniera, il contrasto all’incitamento alla violenza e alla propaganda estremista, il sostegno alle voci islamiche moderate e la revisione dei programmi scolastici delle scuole islamiche per “garantire che non vengano insegnati contenuti antisemiti”.
La morsa si stringe
Nel frattempo, più di due mesi fa, la Casa Bianca ha pubblicato la Strategia nazionale antiterrorismo degli Stati Uniti per il 2026, inserendo i “Fratelli Musulmani” al centro di quello che descrive come “terrorismo islamico moderno” e collegandoli ad “Al-Qaeda e all’ISIS”.
Secondo il documento: “Il Presidente Trump sa che tutti i moderni gruppi jihadisti, da Al-Qaeda all’ISIS fino ad Hamas, affondano le loro radici in un’unica organizzazione: i Fratelli Musulmani”.
Il documento prosegue: “I Fratelli Musulmani sono la radice di tutto il moderno terrorismo islamico basato sulla restaurazione del califfato islamico e sull’uccisione o la riduzione in schiavitù dei non musulmani. Per questo motivo, ha compiuto un passo storico emettendo un ordine esecutivo che dichiara la branca originaria dei Fratelli Musulmani in Egitto, insieme alle branche di Giordania e Libano, come organizzazioni terroristiche straniere, a cui presto seguiranno altre filiali”.
Nella “Strategia antiterrorismo degli Stati Uniti”, la Casa Bianca ha affermato che, “dato il ruolo centrale svolto dai Fratelli Musulmani nel promuovere il terrorismo moderno, continueremo a designare le loro filiali in tutto il Medio Oriente e oltre come organizzazioni terroristiche straniere, per schiacciarle ovunque operino”.
Il testo sottolinea che questa visione dell’amministrazione Trump per definire “le minacce terroristiche e le modalità per affrontarle nei prossimi anni” fungerà da guida strategica per le forze armate e le agenzie di intelligence statunitensi nell’identificare le entità e gli individui che “Washington considera terroristi”.
Azioni continue
Lo scorso luglio, il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha imposto sanzioni al leader dei Fratelli Musulmani in Egitto, residente nel Regno Unito, Mahmoud El-Abiary, insieme ad altri individui ed entità.
L’Office of Foreign Assets Control (OFAC) del Tesoro statunitense ha inserito El-Abiary, altri tre individui e tre entità nella lista delle sanzioni, con l’accusa di aver fornito supporto finanziario e logistico al movimento di Hamas.
Il Dipartimento ha dichiarato che due delle entità sanzionate operano come “finte organizzazioni di beneficenza” collegate al gruppo e hanno trasferito ingenti fondi all’ala militare di Hamas.
Il Tesoro americano ha chiarito che le sanzioni annunciate si basano su precedenti azioni intraprese dall’OFAC contro Hamas e i Fratelli Musulmani. Queste includono le misure del 12 marzo 2026 e del 21 gennaio 2026, che hanno preso di mira la rete globale di facilitatori finanziari, agenti operativi e associazioni di beneficenza fittizie che sostengono le attività terroristiche.
Misure europee
Le azioni statunitensi coincidono con mosse simili nel continente europeo, in particolare in Germania, Austria e Francia. I principali Paesi europei hanno infatti adottato un’escalation di misure contro la Fratellanza e le organizzazioni ad essa collegate.
Un anno fa, la Francia ha deciso di sciogliere l'”Istituto Europeo di Scienze Umane (IESH)”, considerato il più antico centro di formazione per imam del Paese, a causa dei suoi “legami con la Fratellanza”. La decisione ha fatto seguito a un rapporto delle autorità di sicurezza sulle attività del gruppo nel Paese e sulla minaccia che esso rappresenta per la sicurezza e la società.
In Germania, le pressioni sui Fratelli Musulmani e sulle loro ramificazioni stanno aumentando, sia all’interno del Parlamento che nei circoli politici, nelle aule dei tribunali e all’interno dell’Ufficio per la Protezione della Costituzione (l’intelligence interna).
In Svezia, il quotidiano “Expressen” ha rivelato un’indagine di sicurezza su una rete di imam e associazioni legate alla Fratellanza, accusata di aver sottratto ingenti somme di denaro dei contribuenti attraverso istituzioni educative private, tra cui scuole e asili.
Le autorità svedesi hanno iniziato a monitorare le attività di questa rete mesi fa, dopo che le sue istituzioni avevano accumulato decine di milioni in debiti fiscali non pagati, mentre — secondo quanto emerso dall’indagine — alcuni dei responsabili incassavano ingenti profitti personali.
