La Maddalena, cittadella sportiva e housing sociale con permute

La Maddalena punta su una cittadella sportiva

La Maddalena punta su una cittadella sportiva e interventi di housing sociale con permute di beni pubblici.
Il Comune procede verso la realizzazione di un nuovo palazzetto dello sport per completare la cittadella sportiva in località La Ricciolina.
L’area è già oggetto di riqualificazione, con l’avvio imminente di un cantiere per un campo da gioco giovanile che prenderà il posto di una storica discarica a cielo aperto, un’iniziativa che mira a migliorare l’immagine del crocevia trafficato verso Caprera e le spiagge dell’Isuledda.

Progetto e tempi

Con la Delibera di Giunta n. 76, è stato approvato il progetto di fattibilità tecnico-economica. L’opera sarà divisa in due stralci funzionali:

  1. Realizzazione del campo da gioco completo di spogliatoi.
  2. Spazi di completamento per attività sportive, sede e locali riabilitazione.
    L’obiettivo dichiarato è l’approvazione del progetto definitivo entro la fine dell’anno.

Per finanziare l’intervento, l’amministrazione valuta di sfruttare i benefici del D.Lgs 36/2023 (Codice dei contratti pubblici), adottando una logica di permuta mediante la dismissione di beni pubblici non più utilizzati.

Le permute

Nuova palestra in cambio della vecchia: La Giunta ha dato indirizzo per cedere la vecchia palestra degli ex americani (fatiscente dal 2008) in cambio della costruzione di una nuova palestra di pari valore, più centrale e fruibile, all’interno della nascente cittadella sportiva.
Case popolari per stabile in degrado: Applicando lo stesso principio, lo stabile in degrado di via Giulio Cesare è stato inserito nel Piano delle alienazioni. La contropartita richiesta per la sua cessione sarà la realizzazione di case popolari (housing sociale) in numero congruo al valore dell’immobile.
L’amministrazione assicura che questo indirizzo non esclude la ricerca di finanziamenti alternativi.

L’iter si concluderà con una manifestazione di interesse pubblica e trasparente. Le imprese partecipanti non riceveranno un corrispettivo economico per l’opera pubblica, ma otterranno la proprietà e l’onere di riqualificazione dei beni pubblici ceduti (la vecchia palestra e lo stabile di Via Giulio Cesare), in cambio della realizzazione delle nuove opere totalmente a carico loro. Una strategia che trasforma il degrado esistente in nuove infrastrutture essenziali per la comunità.

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