La paura per il presente e l’incertezza del futuro

La situazione che stiamo vivendo con il coronavirus.

La grave situazione che stiamo attraversando da un mese a questa parte è una tragedia immane. Centinaia di morti chiusi in casse di legno, senza un nome, senza un fiore che gli accompagni, che ogni giorno vediamo passare su dei camion. Immagini agghiaccianti, terribili e non giustificabili, che non avremmo mai voluto vedere ai tempi nostri, in cui tutto si poteva immaginare, ma non pensare ad una catastrofe di tale dimensioni e crudeltà.

Questo ci fa capire quanto piccolo sia l’uomo di fronte alla natura, una goccia in un universo che sembrava da quel dì, scoperto e conquistato. Eppure questo subdolo e silenzioso mostro ci ha colti impreparati, ha giocato la carta più falsa che aveva, quella invisibile e malefica della morte.

La stessa situazione ci impone con giusta Legge di restare a casa, chiusi e inermi ad osservare cosa succede fuori nei nostri ospedali, sperando che oggi possa essere meno grave di ieri, pregando speranzosi che tutto passi presto.

Intanto, c’è anche tutta l’altra parte della nostra vita che si è fermata e che, francamente, ci fa altrettanto paura di quello che sarà la conseguenza, le famiglie, le imprese le piccole botteghe, il tessuto economico che produce, le virtuosità che andrebbero tutelate, protette e salvate anch’esse dal tracollo che in questi mesi andrà a susseguirsi, se non verranno prese le giuste misure “Salva Italia”.

Faccio il mio appello al nostro governo, che non ci lasci soli ed in balia delle onde in questa tempesta che stiamo attraversando, perché pensando a quello che sarà poi domani, il futuro non è per niente roseo.

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