Coronavirus, in Sardegna la proposta per attivare altre terapie sperimentali

La sperimentazione della clorochina.

“Si aggrava il bilancio dei pazienti sardi affetti da coronavirus. Al 30 marzo i casi positivi registrati nella nostra isola sono 682, e considerato che la maggior parte dei contagi sono avvenuti all’interno delle strutture sanitarie, e degli ospedali in particolare, ritengo sia fondamentale consentire ai malati non gravi di potersi curare nelle proprie abitazioni. La Regione Sardegna, seguendo l’esempio di altre regioni italiane come il Veneto, deve perciò consentire ai malati sintomatici che non necessitano di ricovero di poter accedere alle terapie farmacologiche sperimentali che al momento sembrano più promettenti per sconfiggere il Coronavirus. Una di queste, autorizzata dall’Associazione italiana del farmaco, è la somministrazione di clorochina, che ha dimostrato la sua efficacia nei primi stadi della malattia”.

Questa la richiesta al centro di una mozione presentata dalla capogruppo del m5s Desirè Manca sottoscritta dai consiglieri del M5S Ciusa, Li Gioi e Solinas attraverso la quale viene chiesto al presidente della Regione e alla Giunta di porre in atto tutte le azioni necessarie affinché venga attivata anche in Sardegna la somministrazione domiciliare di clorochina ai pazienti Covid-19 nelle fasi iniziali del contagio.

“La Regione Sardegna – sottolinea Desirè Manca – non perda altro tempo, si metta subito al passo con le altre regioni della Penisola e adotti con urgenza tutte le misure più valide per arginare la diffusione del virus e allo stesso tempo decongestionare gli ospedali sardi che, troppo spesso, si sono rivelati pericolosi luoghi di contagio”.

“La Regione Veneto – prosegue Desirè Manca – ha già avviato la sperimentazione della clorochina e dell’idrossiclorochina, entrambe utilizzate per il trattamento della malaria e dell’artrite reumatoide, su pazienti assistiti a domicilio. Si tratta di terapie che anche in Sardegna possono essere somministrate dagli operatori sanitari, medici e infermieri, che operano in strutture dove il lavoro è diminuito per effetto della sospensione di molte attività, a cominciare dalle attività ambulatoriali”.

“Siamo in presenza di un virus infido e ancora sconosciuto ma se alcuni farmaci si sono dimostrati in grado di debellarlo abbiamo il dovere di consentire il loro utilizzo anche ai pazienti sardi. La Regione – conclude Desirè Manca – deve pertanto impegnarsi per raggiungere l’obiettivo più importante in questo momento di grave crisi mondiale: salvare il maggior numero di vite umane possibile”.

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