I VOLTI DELLA RIPARTENZA – Il re della notte di Olbia Fedeli: “Così ci siamo reinventati con la pandemia”

Le discoteche di Fedeli a Olbia.

Il settore dei divertimenti prova a riprendersi dopo il duro colpo assestato dalla pandemia. Come sono stati 15 mesi senza balli a Olbia lo racconta Alessio Fedeli, imprenditore che gestisce i locali più noti della città, dalle due discoteche Pascià e Villa Pascià, al bar Veronese e il ristorante Pepe Bianco.

Reinventarsi con la zona bianca.

È in centro a Olbia che, durante il periodo buio, si è reinventato e ha trasformato la sua storica discoteca . “Ho aperto durante la zona bianca di marzo – racconta -, trasformando la discoteca del centro in un pub. Nonostante ciò tantissimi sono venuti, ovviamente con tutte le limitazioni perché potevo ospitare non più di un centinaio di persone con le distanze. Ho messo dei tavoli e ho avuto un buon riscontro di giovani che consumavano il loro drink e ascoltavano la musica”.

Poi di nuovo lo stop. “Noi del settore non abbiamo ricevuto grossi aiuti. Abbiamo beneficiato di contributi a fondo perduto, ma sono bastati a coprire tre mesi di spese – prosegue -. Per gli altri 12 mesi ho dovuto arrangiarmi”. Ma nonostante ciò Fedeli è ottimista. “Ora si spera per questa estate. Io ho comunque aperto la scorsa settimana avendo una buona risposta da parte del pubblico – dichiara -, hanno prenotato molti giovani, circa 200 persone ovviamente senza ballo, ma sono rimasti fino alla chiusura alle cinque del mattino”.

In attesa delle riaperture.

Che estate sarà quella del 2021? “Non penso che si potrà ballare dal primo luglio in poi col green pass – aggiunge -. Per adesso siamo in attesa dei protocolli. Non ci hanno detto come poter aprire. Cioè se bisogna ballare con la mascherina, quante capienze e sulle distanze. Spero che queste risposte arrivino entro luglio, anche perché c’è tutto un settore turistico intero che viene penalizzato e ci vanno a perdere i frequentatori delle discoteche”. Tuttavia, c’è ottimismo. “Io sono ottimista e contento di avere comunque riaperto – conclude –, anche perché grazie ai vaccini la situazione rispetto allo scorso anno è nettamente migliore”.

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