Orrore a Olbia, salvato cucciolo con la coda stretta da un anello

Un cucciolo a Olbia rischia di perdere la coda a causa delle ferite.

Mercoledì 28 gennaio, a Olbia è stato salvato un cucciolo vittima di gravi maltrattamenti. Un operaio che si recava al lavoro ha notato un cane di circa tre mesi, tremante e inzuppato d’acqua. Aveva un anello di plastica rigida stretto attorno alla sua coda, che gli ha causato necrosi dell’arto. Il cucciolo è stato accolto dai volontari della Lida di Olbia che hanno raccontato sui social l’orrore vissuto da un cagnolino poco più che neonato.

I volontari raccontano che il salvataggio è avvenuto all’alba, dove un uomo si è accorto della presenza di un cagnolino bagnato e raggomitolato disperato accanto a un veicolo. ”Senza pensarci due volte, l’operaio lo ha raccolto e portato al nostro rifugio – raccontano -. Quando lo abbiamo visto siamo rimasti senza fiato. Mentre tentavamo di asciugare il corpicino tremante di Anellino, abbiamo scoperto l’indicibile. Nella sua coda, stretta così forte che il piccolo urlava di dolore, c’era un anello di plastica rigida. Non era lì per caso ma deliberatamente stretto come parte di una pratica brutale e medievale”.

Dalla Lida raccontano che il cucciolo, chiamato da loro Anellino, piangeva disperato. ”Il pianto straziante di Anellino mentre riuscivamo, con delicatezza e fatica, a liberarlo da quella morsa infernale, resterà per sempre impresso nei nostri cuori. Le sue grida non erano solo di dolore fisico, ma l’urlo silenzioso di tutti gli animali che subiscono queste barbarie”, denunciano via social. I volontari sono sicuri che sono stati i cacciatori a ridurlo così. ”Non è tradizione, non è cultura: è violenza pura e semplice. È il segno di una società che ancora nel 2026, tollera l’inaccettabile”, aggiungono.

Il cucciolo rischia l’amputazione della coda, ma i veterinari ancora non lo sanno, poiché stanno valutando i danni. ”Riceverà tutte le cure di cui ha bisogno, l’amore che merita e una seconda possibilità a quella vita che qualcuno ha provato a rubargli. Nessun anello lo porterà mai più in catene”, spiega l’associazione olbiese che ha fatto un appello.

”Se conoscete chi pratica queste barbarie contattateci immediatamente. Se avete informazioni su chi gli ha fatto questo, comunicatecelo. Questi sono reati contro gli animali, vanno denunciati alle autorità competenti e perseguiti dalla legge con la massima severità. Segnalate ogni abuso, la legge punisce questi crimini. Gli animali meritano protezione”, concludono.

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