Pittulongu e il divieto lampo di balneazione: “Servono risposte concrete dal Comune”

La Coalizione civica e democratica di Olbia su Pittulongu.

“È datata 5 luglio 2018 la nostra interrogazione in Consiglio comunale quando in quell’occasione Legambiente, seccessivamente al passaggio della Nave Goletta Verde, ed in seguito alle analisi effettuate fronte la spiaggia di Pittulongu, registrava valori di concentrazioni batteriche di origine fecale fuori norma derivate da Enterococchi intestinali e Escherichia Coli e dove, in quella stessa occasione, Abbanoa imputava la causa di quegli stessi valori ai numerosi scarichi abusivi presenti in quella zona”.

La Coalizione civica e democratica di Olbia ricostruisce il problema del mare non pulito di Pittulongu. Una situazione che si è riproposta dopo la recente ordinanza di divieto di balneazione, durata 24 ore.

“Ricordiamo il sindaco che allora minimmazzava il problema e ricordiamo benissimo in aula l’assessore Satta che ridicolizzava il tema – proseguono i consiglieri di opposizione -. Ora, a distanza di un anno, guarda caso in quella stessa spiaggia, la nostra Pittulongu, la spiaggia degli olbiesi, l’Arpas, l’ente accreditato al monitoraggio ambientale delle nostre acque, che già un anno fa riscontrata dei picchi di quei valori, sebbene sotto soglia, oggi riconferma gli stessi dati dichiarati da Legambiente a distanza di un anno”.

L’ennesimo danno di immagine alle imprese balneari li presenti e a tutti quegli imprenditori turistici, ristoratori, che lì operano quotidianamente, secondo la minoranza. “Dopo un anno nulla é stato fatto – prosegue la Coalizione -. Solo oggi il sindaco riconosce che le cause sono imputabili ai numerosi scarichi fatti male e a sistemi non adeguati presenti in prossimità dell’areale di Pittulongu”.

Cosa fare allora? “Attendiamo una risposta concreta da parte del Comune – rispondono -. Riproponiamo lo stesso quesito di un anno fa all’amministrazione e chiediamo che vengano adottate misure urgenti affinché si possano individuare, per poi dismettere in maniera definitiva, gli scarichi abusivi siti in quella zona. Prima dell’ennesima ordinanza di divieto di balneazione. Prima dellennima brutta figura”.

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