Il processo sul delitto di Palau.
Emanuele Ragnedda sarà processato dalla Corte d’assise di Sassari per la morte di Cinzia Pinna, la 33enne di Castelsardo uccisa nella notte tra l’11 e il 12 settembre nella tenuta di Conca Entosa, a Palau. La decisione è arrivata dal gup del tribunale di Tempio, che ha disposto il rinvio a giudizio dell’imprenditore 42enne di Arzachena. La prima udienza è stata fissata per il 10 novembre. Ragnedda, presente in aula durante l’udienza, ha ascoltato la ricostruzione delle accuse formulate dalla Procura di Tempio. L’imputato, che aveva confessato il delitto, dovrà rispondere di omicidio volontario aggravato, occultamento di cadavere, calunnia nei confronti di un conoscente e cessione di sostanze stupefacenti.
Secondo l’accusa, la vittima sarebbe stata colpita con tre colpi di pistola al volto in un contesto aggravato, tra gli altri aspetti contestati, dalla presunta vulnerabilità della donna legata all’assunzione di alcol e cocaina. La Procura sostiene che il gesto non sarebbe stato riconducibile a una reazione difensiva, ma a una volontà di sopraffazione. La difesa ha invece sostenuto che Ragnedda avrebbe reagito a un’aggressione subita, ipotizzando che la donna lo avesse ferito con un coltello. Una ricostruzione supportata da consulenze tecniche e contestata dalla Procura.
Il giudice ha respinto le richieste della difesa, compresa quella di accedere al rito abbreviato e l’istanza di attenuazione della misura cautelare. Ragnedda resterà quindi detenuto nel carcere di Bancali in attesa del processo. Al procedimento parteciperanno come parti civili i familiari di Cinzia Pinna, oltre a Luca Franciosi, indicato inizialmente dall’imputato come coinvolto nell’occultamento del corpo.
