Sul filo del discorso: Francesco Abate conquista Olbia con “Gli indegni”

Gli indegni, quasi un musical

Quarta serata della rassegna “Sul filo del discorso” con Francesco Abate.

Una piazza gremita, tanta musica, risate, ricordi e, alla fine, anche qualche occhiata rivolta al passato con un pizzico di nostalgia. La quarta serata della rassegna letteraria “Sul filo del discorso”, promossa dal Comune di Olbia e dalla Biblioteca civica Simpliciana, ha trasformato piazza dello Scolastico in un grande palcoscenico della memoria con “Gli indegni, quasi un musical”, scritto e interpretato da Francesco Abate insieme a Betti Manca, Renzo Cugis e Fabio Farigu.

Gli iconici anni Ottanta.

Più che uno spettacolo teatrale, un racconto musicale capace di attraversare gli anni Ottanta con leggerezza e profondità, alternando momenti di grande ironia ad altri decisamente più intensi. Il pubblico ha cantato, riso e partecipato con entusiasmo a un viaggio che, dietro le melodie di un decennio indimenticabile, ha riportato alla luce anche le sue ombre.

Perché gli anni Ottanta non sono stati soltanto la musica, i jeans consumati e i grandi concerti. Sono stati anche gli anni del bullismo, dell’arrivo dell’eroina che ha cambiato il destino di un’intera generazione, della paura dell’Aids e delle dipendenze che hanno segnato tante famiglie. Temi scomodi che Abate affronta senza retorica, affidandosi alla forza del racconto e della memoria.

Al centro della narrazione c’è Luca, il ragazzo che fugge di casa per inseguire il sogno di assistere a un concerto di Patti Smith, ma tra le righe emerge inevitabilmente anche la storia dello stesso Francesco Abate. Una storia personale che rende lo spettacolo ancora più autentico.

Lo scrittore sardo racconta infatti anche la propria esperienza di vita. Da bambino una grave malattia al fegato sembrava non lasciargli alcuna speranza: i medici gli dicevano che difficilmente sarebbe diventato adulto. Poi la medicina ha compiuto quello che lui stesso definisce un piccolo miracolo, consentendogli di ricevere un trapianto e di vivere quella vita che oggi continua a raccontare attraverso i suoi libri e il teatro. Un ricordo commosso anche per gli amici che quegli anni li hanno attraversati con lui, ma che non hanno avuto la stessa fortuna.

Sul palco anche l’assessora Serra.

La musica diventa così il filo conduttore di uno spettacolo che alterna riflessione e leggerezza, coinvolgendo continuamente il pubblico. Tra i momenti più applauditi della serata anche l’inaspettata partecipazione della vicesindaca e assessora alla Cultura Sabrina Serra, che, accogliendo l’invito di Francesco Abate, è salita sul palco cimentandosi con disinvoltura in un celebre brano degli anni Ottanta. Un’esibizione accolta con sorrisi e applausi dal pubblico, che ha apprezzato la spontaneità del momento.

A conquistare gli spettatori è stata anche Betti Manca, ribattezzata per una sera “Betti Smith” in omaggio alla grande artista americana Patti Smith, che con la delicatezza della sua voce ha regalato alcuni dei momenti più emozionanti dello spettacolo, affiancata dall’energia di Renzo Cugis e Fabio Farigu. Un piccolo inconveniente tecnico al proiettore ha impedito lo svolgimento del karaoke previsto in scaletta, ma il problema è stato rapidamente superato grazie all’esperienza e alla professionalità degli artisti, che hanno mantenuto alto il ritmo dello spettacolo senza far rimpiangere ciò che non è stato possibile realizzare.

Il firmacopie.

Al termine della serata Francesco Abate si è trattenuto a lungo con il pubblico per il tradizionale firmacopie, dedicando con pazienza il suo libro ai tanti lettori accorsi in piazza. Prima di lasciare Olbia ha concesso anche un’intervista ai microfoni di Gallura Oggi, raccontando il significato più profondo di uno spettacolo che non parla soltanto degli anni Ottanta, ma della memoria, delle fragilità e della straordinaria capacità dell’uomo di rialzarsi. Con “Gli indegni” la rassegna “Sul filo del discorso” conferma ancora una volta la propria capacità di alternare linguaggi diversi, trasformando una piazza in uno spazio di incontro dove letteratura, musica e teatro diventano strumenti per riflettere sul presente attraverso le emozioni del passato.

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