Un anno di calcio della Gallura, il bilancio di Gian Piero Pinna

Gian Piero Pinna Calcio Gallura

Tante soddisfazioni, due sole note dolenti

Gian Piero Pinna, dirigente del comitato regionale della Federazione italiana Giuoco Calcio di riferimento della Gallura in quanto eletto dalle società galluresi, è ampiamente soddisfatto della stagione calcistica appena conclusa. “La Gallura del calcio è un’isola felice”, esordisce Pinna, prima di elencare i successi della stagione, partendo da Quarta e Quinta Categoria, riservate ad atleti diversamente abili, di cui lo stesso dirigente federale presiede il Comitato Regionale. “Era la prima stagione, e il bilancio è più che positivo – rivendica Pinna -. Siamo partiti in sordina ma abbiamo coinvolto 10 squadre in 2 gironi, un successo inaspettato. La competizione è stata avvincente e le squadre hanno partecipato con entusiasmo e all’insegna dei valori dello sport, arricchendo gli atleti diversamente abili e anche organizzatori e arbitri, che hanno contribuito con entusiasmo. Ringrazio particolarmente le sezioni dell’Associazione Italiana Arbitri di tuta la Sardegna – prosegue il dirigente federale – , perchè sono state una delle componenti più importanti e mi sono state più vicino rispetto ad altre componenti, permettendo lo svolgimento della manifestazione senza alcun intoppo. Tutti i presidenti di sezione hanno avuto l’abilità di mandarmi ragazzi competenti, entusiasti del progetto, che si sono calati nel ruolo e hanno saputo interpretarlo al meglio. Il giorno della finalissima uno dei ragazzi diversamente abili ha realizzato il sogno di arbitrare, insieme a un arbitro dell’AIA”. Fervono già i preparativi per la prossima stagione. “La prossima stagione, oltre alle squadre che hanno partecipato a questa prima edizione, parteciperanno numerose altre diverse squadre di nord, centro e sud Sardegna. Addirittura alcune squadre iscriveranno una squadra-b. Col Comitato Regionale stiamo svolgendo un lavoro senza precedenti di reclutamento e coinvolgimento delle realtà locali“.

Pinna passa poi ad analizzare la stagione del calcio gallurese, ricca di soddisfazioni, con poche ma significative note dolenti. “In Gallura si mastica calcio. Anche quest’anno siamo riusciti a riorganizzare il campionato di Terza Categoria, e le società partecipanti aumenteranno. Per esempio, anche Loiri avrà nuovamente la sua squadra di calcio iscritta al campionato di Terza Categoria. Ci saranno altre 4 o 5 nuove affiliate. Sono poche le zone della Sardegna che possono vantare tutte le attività della Gallura. Abbiamo tutta l’attività di base, la Quarta e Quinta Categoria, la Terza Categoria, squadre in Seconda Categoria, Prima Categoria, Eccellenza, Promozione, Serie D, e Lega Pro. Nei vari play off e play out le squadre galluresi sono uscite vincenti”.

“I settori giovanili hanno bisogno di ulteriore lavoro, perchè sono sempre di più i giocatori che partecipano ai campionati giovanili, ma purtroppo abbiamo registrato una diminuzione del numero di squadre – spiega il dirigente federale -. Avere due squadre in Lega Pro, con la relativa partecipazione ai campionati giovanili nazionali e il relativo reclutamento di giovani da inserire nelle squadre delle diverse categorie, ha comportato come conseguenza il venir meno di alcune squadre giovanili di piccole realtà locali”.

Ma anche le rappresentative giovanili hanno regalato soddisfazioni. “La rappresentativa provinciale dei giovanissimi guidata da Giampaolo Gaias con il supporto di Nicola Tocco ha vinto il titolo regionale battendo in finale la rappresentativa di Oristano. La rappresentativa provinciale Allievi, guidata da Nanni Casu col supporto di Pierpaolo Casu ha perso la finale, arrivando seconda. Inoltre, alcuni ragazzi di squadre della Gallura hanno partecipato al Torneo delle Regioni nelle fila della Rappresentativa Sarda. Si tratta di Gabriele Ventroni del Budoni nella categoria Giovanissimi, Petro Scanu del Budoni e Giovanni Bulla del Porto Rotondo nella categoria Allievi, e di Samuele Saggia del Porto Rotondo nella categoria Juniores, l’unico giovane talento gallurese a trovare il gol nel torneo.

La Gallura esprime tanti giovani talenti, e il Cagliari Calcio è sempre vigile. Tra l’altro il Cagliari Calcio ha una squadra femminile in Gallura che è uno dei fiori all’occhiello del calcio isolano – rivela Pinna -. La seguo con Andrea Bonanno, che è l’allenatore. Le ragazze sono iscritte al campionato Under 15, dove si confrontano con le squadre dei maschietti, con notevole successo. Nella fase primaverile disputano i campionati nazionali, insieme al gruppo di Cagliari. Il progetto è firmato da me e va avanti da 6 anni. Il Cagliari Calcio femminile è nato in Gallura. Le ragazze non hanno mai preso nemmeno una ammonizione e stanno vincendo per il secondo anno consecutivo la Coppa Disciplina“.

Una nota dolente nel calcio della gallura, arrivata per molti come un fulmine a ciel sereno, anche se per tanti i segnali erano preoccupanti da tempo, è la scomparsa dell’Arzachena Costa Smeralda Calcio, fresca di salvezza in Lega Pro. “Dal punto di vista calcistico niente da dire, hanno fatto un gran campionato – afferma Pinna -. Dal punto di vista amministrativo è difficile giudicare senza conoscere i reali problemi e soprattutto chi e cosa li ha determinati, sicuramente ci sono dei responsabili che devono farsi carico della situazione“.

Nel Calcio a 5 la situazione è rosea. Le squadre galluresi della C1 e della C2 sono andate bene. La Serie D ormai vede primeggiare l’Alà dei Sardi da diversi anni. Anche per quanto riguarda il Calcio a 5, la Gallura dopo Cagliari e l’unica regione della Sardegna dove si disputano tutti i campionati, e abbiamo anche squadre nella serie C femminile.

Sono soddisfatto, 1000 sacrifici per avere questi risultati, ma quando arrivano i risultati si fa con piacere”, afferma Gian Piero Pinna con soddisfazione. “Tutti questi successi dei calcio gallurese sono stati possibili grazie alla sensibilità del presidente del comitato regionale della FIGC Gianni Cadoni nei confronti dei suoi collaboratori, e anche grazie al lavoro del Direttivo di cui faccio parte”.

Adesso la Gallura ha anche un arbitro nella serie A italiana di calcio, Antonio Giua, che aveva già esordito nella Serie A, dirigendo ben 5 partite in due anni, ma quest’anno entra ufficialmente a far parte della Can A, l’organico degli arbitri della Serie A di calcio.

È una grande soddisfazione per tutto il movimento calcistico gallurese – commenta Pinna -, pertanto complimenti ad Antonio e complimenti alla sezione AIA di Olbia, che ha anche altri ottimi talenti e che ringrazio per la disponibilità dimostrata durante tutta la stagione. In particolare il presidente della sezione, Serafino Ruini. Con lui c’è una collaborazione immensa, in alcune occasioni ci siamo sentiti anche 40 volte in una settimana, ci sentiamo per ogni minimo dettaglio, e per ogni minimo problema. Se Antonio Giua è arrivato in Serie A è dovuto anche al fatto che la sezione di Olbia un’ottima organizzazione e Antonio ha avuto alle spalle persone preparate e competenti anche nell’avviare e guidare la sua carriera verso il successo. Ovviamente, le altre componenti fondamentali sono state il talento, la preparazione e l’abilità tecnica dell’arbitro Giua”.

Pinna poi passa al rapporto tra il pubblico, le società, i calciatori e gli arbitri. “Vorrei rimarcare il brutto episodio accaduto al giovane arbitro diciasettenne durante la stagione invernale. La seconda e ultima nota dolente della stagione. È stato un episodio senza precedenti, che non rovina la correttezza e la sportività del pubblico che segue le competizioni calcistiche galluresi. Ma non possiamo neanche nascondere il fatto o dimenticarcene o fingere che non sia accaduto nulla. Con la sezione AIA di Olbia ci muoveremo sul territorio per promuovere incontri con le società e fare in modo che da un episodio negativo come questo scaturisca una occasione per evitare che ci siano reiterazioni in futuro. Probabilmente, ci vorrebbe un po’ più di attenzione nei confronti dei ragazzi da parte di società e genitori. E i signori tifosi devono capire che molto spesso l’arbitro ha la stessa età o è più giovane dei ragazzi che stanno giocando in campo. Mi ha fatto male sentire il papà di un arbitro dirmi di non aver potuto assistere a tutta la partita dai proprio figlio arbitro in campo, in quanto fin dal primo minuto era stato oggetto di insulti personali rivolti a lui, alla madre, e a tutta la famiglia. Insopportabile e inaccettabile“.

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