Calcio, il lavoro del Calangianus sui giovani parte dai classe 2020

La squadra di Promozione ha omaggiato i nati nel 2020.

Nei giorni scorsi, il Calangianus, squadra che milita nel campionato di Promozione, ha regalato a tutti i bambini nati nel 2020 nel territorio comunale una maglia giallorossa della squadra, personalizzata col nome del bambino.

L’iniziativa, patrocinata dal presidente Gino Cassitta coi suoi collaboratori e dal responsabile del settore giovanile Piero Mannoni, è alla seconda edizione, e si inserisce nel quadro del lavoro svolto dalla società sul territorio.

Sempre meno nascite sul territorio, e sempre meno bambini si rivolgono allo sport. Il nostro obiettivo è principalmente quello di creare una continuità ideale tra le nascite sul territorio e la militanza nella squadra locale come sportivi e come tifosi”, spiega Paolino Cossu, ex presidente della squadra, attualmente squalificato.

Una iniziativa identitaria che è soltanto una delle vetrate intraprese dalla società per rendere partecipe la cittadinanza. “Abbiamo un settore giovanile molto valido – conferma Cossu -. La scuola calcio del Calangianus è attiva da diversi anni ed è molto attenta a coinvolgere il territorio, con iniziative rivolte alle scuole e alla popolazione locale e dei paesi limitrofi. A me piacerebbe che la società iniziasse un rapporto di collaborazione come Academy per società di livello più alto, in particolare col Cagliari. Darebbe maggiori stimoli a tutto l’ambiente locale e gratificherebbe il nostro lavoro sul territorio”.

La società ha già colto dei frutti dal proprio lavoro sui giovani, ma il Covid-19 rischia di rovinare tutto. “Attualmente – spiega Paolino Cossu -, la prima squadra schiera tre giovanissimi di grandi valore, entrati in prima squadra a 15 anni. Si tratta di Giovanni Ricciu, Raraffaele Sanbiagio, e Fabio Azara. Seri, professionali, educati, sempre titolari, sempre tra i migliori. Ma sono fermi, come tutti i giocatori della categoria, praticamente da due stagioni. Hanno perso due anni. Ma anche il settore giovanile ha risentito della pandemia. In particolare, nelle categorie Allievi e Juniores, dove fatichiamo a trovare reclute proprio perchè nel frattempo, coi campionati fermi, i giovani di quell’età si sono interessati ad altro”.

La proposta. “Per ovviare ai problemi causati dal covid-19 ai settori giovanili – afferma Cossu -, sarebbe utilissimo che la FIGC/LND applicasse una tolleranza di un anno sui limiti di età che dividono le diverse categorie giovanili, e sui fuoriquota in prima squadra. Consentirebbe alle società di chiudere le rose per tutte le categorie, e ai ragazzi di fare esperienza senza saltare categorie”.

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