Addio Rita, la leonessa biancorossa che ha aiutato a diventare grande la Pallavolo Olbia

L’addio a Rita Spano.

Nella tribuna del Pala Deiana da oggi mancherà un meraviglioso cuore biancorosso. Il più meraviglioso di tutti. Stroncata da quel maledetto male, dopo aver lottato come una leonessa, Rita Spano ha lasciato la Pallavolo Olbia attonita. Donna solare e appassionata ha amato il volley come la vita prima giocandolo e poi guardandolo dagli spalti.

Seguendo da tifosa dapprima il fidanzato e poi marito Antonello (uno degli indimenticabili fratelli Derosas colonne portanti della pallavolo gallurese). Per poi trasferire il suo incitamento alle figlie Marta e Chiara (uno dei cardini della squadra di llaria Podda che l’anno passato ha riconquistato la Serie B2) garantendolo alla adorata nipote Giulia, figlia di Marta, splendida speranza del vivaio biancorosso. Il suo percorso nel club presieduto da Francesco Marcetti inizia nel 1996 contribuendo in maniera decisiva alla costruzione di un gruppo femminile di “invincibili” che ha vinto praticamente tutto quello che c’era da vincere nel settore giovanile e con quattro promozioni è arrivato in Serie C per conquistare la B2 nel 2005.

Gesta incancellabili che hanno visto Rita sempre in prima linea, una vera capotifosa con bacchette e pentole da sbattere con orgoglio. Per quei colori biancorossi per cui stravedeva. Un fan con uno stile inconfondibile. Che la portava a vivere ogni punto con una passione infinita esultando senza freni al concretizzarsi delle vittorie. Come quelle che hanno accompagnato l’ultimo triennio delle leonesse di Ilaria Podda. Con la figlia Chiara protagonista sia dal punto di vista tecnico che del portamento.

Un’educazione speciale che portava Rita ad avere gli stessi occhi non soltanto per le sue meraviglie, ma, allo stesso modo, per tutte le compagne. Malgrado le condizioni precarie è riuscita ad andare anche a Monti, dove la Pallavolo Olbia gioca le gare interne per l’indisponibilità del Pala Deiana. Per vedere la sua squadra vincere. Anche grazie alla sua insostituibile presenza. Leonessa indomabile. Esempio incancellabile. Adesso esulterà da lassù. Con quel sorriso contagioso che pervadeva i suoi pomeriggi in tribuna. Fiera e orgogliosa dei suoi colori. E dei suoi amori.  

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