Alberi pericolosi in via Micalosu, la denuncia ad Arzachena

Proteste ad Arzachena per gli alberi su via Micalosu

Ad Arzachena ci sono proteste per gli alberi cresciuti troppo a ridosso della strada, le lamentele riguardano via Micalosu. Tra l’incrocio con via Lu Beddu ed il ponticello sito dopo la curva, alcuni grossi alberi di leccio e di eucalipto, posti in un terreno privato sul lato sinistro della strada, risultano palesemente pregiudizievoli per l’incolumità delle persone e dei veicoli. I loro lunghi e grossi rami si protendono fino a metà carreggiata e, oltre ad occultare la visibilità ai veicoli diretti verso il centro, costituiscono un evidente e serio pericolo per i mezzi pesanti.

Questi ultimi, infatti, a causa della ridotta altezza dal suolo dei folti rami, rischiano di andare ad impattare contro gli stessi. La via Micalosu è una strada che conduce agevolmente alle spiagge site lungo la costa di Arzachena, ed in questo periodo è oggetto di un intenso traffico veicolare, effetto dell’aumentato flusso turistico stagionale. Se, poi, si pensa che quella zona è meta di numerosi pedoni che vi si recano a fare lunghe passeggiate e jogging, il pericolo per l’incolumità pubblica assume toni ancora più preoccupanti.
Il forte vento di ieri ha allarmato alcuni residenti della zona che si domandano come mai gli Enti preposti non abbiano ancora provveduto in merito.

“La situazione non è da sottovalutare” riferisce un cittadino di Arzachena che transita quotidianamente in quella Via. “Voglio precisare che, sia il leccio che l’eucalipto, hanno una consistenza legnosa molto rigida e a causa di ciò i grossi e lunghi rami possono spezzarsi improvvisamente anche a causa del loro stesso peso; il pericolo di improvvisi cedimenti non solo dei rami ma anche della intera pianta, si intensifica nei giorni di forte vento”, aggiunge. “Stiamo aspettando che succeda quello che è successo a Venezia qualche giorno fa dove un grosso albero di leccio ha improvvisamente travolto un gruppo di dodici turisti causando gravissime lesioni ad una donna?” conclude.

Condividi l'articolo