Oggi ad Arzachena la commemorazione per la famiglia morta nell’alluvione causata dal ciclone Cleopatra.
Arzachena ha onorato la memoria della famiglia Passoni e di tutte le vittime dell’alluvione causata dal Ciclone Cleopatra, un evento che il 18 novembre 2013 ha segnato tragicamente la storia della Gallura e dell’intera Sardegna.
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A dodici anni di distanza, la comunità si è riunita nel Parco XVIII Novembre per un momento di profonda riflessione, silenzio e preghiera in ricordo di Isael Passoni, Cleide Mara Rodriguez, Weriston Isae Passoni e Leine Kellen Passoni, i quattro concittadini che persero la vita in quella drammatica circostanza.
La commemorazione, organizzata dall’Amministrazione comunale in collaborazione con la Parrocchia Santa Maria della Neve, non è stata solo un omaggio alle vittime, ma anche un’occasione per ribadire la gratitudine verso chi, in quelle ore concitate e nei giorni successivi, ha prestato instancabile soccorso.
Hanno partecipato alla cerimonia le forze dell’ordine, i vigili del fuoco e i volontari della Protezione civile Agosto 89. La loro presenza ha sottolineato il ruolo cruciale delle squadre di intervento e della solidarietà civica che, di fronte alla violenza della natura, rappresentano il primo baluardo di resilienza per il territorio.
Un gesto significativo durante la commemorazione è stata l’evidenziazione del monolite in memoria delle vittime, donato dai Lions Arzachena Costa Smeralda. Questo monumento in granito funge da simbolo tangibile e perenne del ricordo, un punto focale per la comunità dove la memoria del sacrificio della famiglia Passoni e delle altre vittime si intreccia con l’impegno per la prevenzione e la sicurezza future.
Il ciclone Cleopatra, che complessivamente ha causato 19 vittime in Sardegna, ha imposto una ferita ancora aperta, specie in Gallura e a Olbia, le aree più colpite. Cerimonie come quella di Arzachena sono fondamentali per onorare il passato e spingere le istituzioni a rafforzare la messa in sicurezza dei territori ad alto rischio idrogeologico.
La giornata si è conclusa con l’invito a non dimenticare, trasformando il dolore in una rinnovata consapevolezza della fragilità del territorio e nella determinazione a costruire un futuro più sicuro per le nuove generazioni.




